Abbattimento di orsi e lupi a Trento: Centinaio e Costa contrari

I ministri delle Politiche agricole e dell’Ambiente sono contro il disegno di legge proposto dalla giunta del Consiglio provinciale di Trento

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Il ministro Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio, si è schierato con il collega dell’Ambiente, Sergio Costa, contro l’abbattimento di orsi e lupi, dopo l’approvazione del disegno di legge proposto dalla giunta del Consiglio provinciale di Trento.Trento“In agricoltura c’è un problema per quanto riguarda orsi, lupi, nutrie, ungulati, cinghiali, cormorani” ha dichiarato ad Agorà Estate-RaiTre, Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Turismo, come riportato in una nota dalla Federazione italiana associazioni Diritti Animali e Ambiente. “Non diciamo che ci deve essere l’abbattimento, diciamo solo che dobbiamo mettere sotto controllo la situazione per evitare che si trasformi non solo in un problema in agricoltura. Altrove prendono alcuni capi e li spostano da una zona all’altra. Ci sono zone dell’Italia dove lupi e orsi sono a ridosso delle case, io voglio evitare che da un problema di agricoltura diventi un problema di ordine pubblico”.

“Per quanto riguarda la tutela del comparto agricolo, ricordo che i metodi ecologici di prevenzione, vale a dire le recinzioni elettriche o meccaniche, i cani da guardiania, il ricovero notturno degli animali, sono gli unici strumenti cui la comunità scientifica riconosce efficacia nella soluzione di possibili problemi di convivenza con i selvatici” commenta la presidente di ENPA, Carla Rocchi. “Tali metodi vanno applicati in via obbligatoria, anche incentivando gli agricoltori”.

“Piena soddisfazione” è stata già espressa dalla Federazione italiana associazioni Diritti Animali e Ambiente per l’intenzione, annunciata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa in un’intervista al Corriere della Sera, di impugnare le leggi delle Province autonome di Trento e Bolzano sull’abbattimento di lupi e orsi e di inasprire le sanzioni penali a carico dei bracconieri.

L’intervento del governo” chiedono le associazioni federate, circa una cinquantina, tra cui le fondatrici LAV, ENPA, LEIDAA, Lega Del Cane e OIPAè assolutamente necessario per fermare iniziative in totale contrasto con la Costituzione, la direttiva europea Habitat e le norme nazionali. Il ministro Costa può contare sul nostro sostegno. Invece di fomentare lo scontro istituzionale, le Province autonome farebbero meglio a ripensarci e a cercare una soluzione nell’ambito delle numerose azioni alternative che possono garantire la convivenza tra l’uomo e i grandi carnivori nel territorio alpino. Le forzature di tipo elettoralistico non risolvono i problemi, li complicano. E in ogni caso non si possono cercare voti danneggiando un patrimonio di tutto il popolo italiano”.

Le dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura, afferma una nota del WWF “sono estremamente positive e fanno bene sperare per la difesa di due specie simbolo per la natura d’Italia. Le norme approvate dalle province autonome di Trento e Bolzano, prosegue l’associazione ambientalista, “vanno impugnate al più presto davanti alla Corte Costituzionale: un passaggio necessario non solo per il rispetto delle competenze costituzionali, ma anche per tutelare in modo pieno e concreto un patrimonio comune che appartiene a tutti gli italiani.

Fonti: nelcuore.org, OIPA, ENPA, WWF

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