Telecamere nei macelli: a Roma la prima conferenza

“Preliminare quanto preventivo parere di favore verso questa iniziativa legislativa” da parte del Ministero della Salute

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Si è svolta lo scorso 18 aprile, la prima conferenza nazionale organizzata da Legambiente, CIWF Italia e Animal Law per avviare un dibattito pubblico sulla possibilità di emanare una legge che obblighi all’installazione di telecamere nei macelli.telecamere nei macelli Il momento della macellazione, insieme a quello del trasporto, è fra i più delicati in termini di protezione degli animali, riportano le associazioni che sottolineano come negli ultimi anni in Italia diverse inchieste giornalistiche e delle ONG hanno dimostrato, grazie anche all’utilizzo di telecamere nascoste, casi di maltrattamento sugli animali e gravi violazioni dei diritti dei lavoratori (mancanza di contratti o contratti irregolari, giornate lavorative di 14/15h…), senza contare le aggressioni e le minacce ai veterinari.

Una situazione, quella italiana, non differente da quelle francese e britannica dove le inchieste delle ONG L214 e Animal Aid, sempre per mezzo di telecamere nascoste, hanno permesso di mostrare esempi di violazioni e maltrattamenti.

Per questo Legambiente, CIWF Italia e Animal Law hanno organizzato la scorsa settimana a Roma la prima conferenza nazionale Telecamere nei macelli: più tutele per animali, lavoratori, veterinari e consumatori, per avviare un dibattito pubblico-nazionale sul tema coinvolgendo per la prima volta, intorno allo stesso tavolo, esperti di diversi settori – veterinari e lavoratori, associazioni ambientaliste e di protezione animale, giuristi, consumatori e ricercatori – con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise, a partire dalla possibilità di introdurre in Italia una legge che preveda l’obbligo di installare impianti di videosorveglianza in tutti i macelli italiani.

Una richiesta che le tre associazioni indirizzano al Parlamento e che è ben riassunta nel documento presentato a Roma, all’interno del quale spiegano il perché sia importante una normativa di questo tipo. Una legge che permetterebbe tra l’altro, di migliorare la protezione degli animali negli ultimi momenti della loro vita tutelando allo stesso tempo i lavoratori, compresi i veterinari.

Temi questi ultimi strettamente connessi tra di loro e ben affrontati nel corso della conferenza che ha visto tra i vari partecipanti: Alessandra Raucci – Ministero della Salute, Marco Bermani – Segretario nazionale Flai CGIL e Antonio Sorice – Presidente Simevep. Tra gli altri interventi quelli dei medici veterinari Lebana Bonfanti e Guido Di Martino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che hanno esposto i risultati di una loro ricerca in alcuni macelli italiani di suini, l’intervento del prof. Alfonso Celotto dell’Università Roma Tre, che ha trattato gli aspetti legali connessi alla possibilità di approvare una legge nel nostro Paese, e di Sabrina Bergamini, giornalista della rivista Helpconsumatori che ha parlato delle tendenze di acquisto dei consumatori in relazione con il benessere animale (qui i video delle dichiarazioni).

Per Legambiente, CIWF Italia e Animal Law “Le telecamere nei macelli possono essere uno strumento prezioso per aiutare a garantire il rispetto della normativa vigente; per limitare, tramite il suo effetto deterrente, le eventuali violazioni della normativa che tutela gli animali; documentare gli eventuali abusi o maltrattamenti nei confronti degli animali da parte del personale operante nel macello; coadiuvare, grazie alle immagini raccolte, la formazione del personale; prevenire gli incidenti e preservare la sicurezza del personale. Proteggere, inoltre, gli impiegati e il responsabile della tutela del benessere animale da intimidazioni e false accuse, contrastare le cattive modalità di stordimento e abbattimento, migliorare le condizioni generale del benessere animale”.

Il rappresentante del Ministero della Salute, sia pure per delega, ha espresso un preliminare quanto preventivo parere di favore verso questa iniziativa legislativa, secondo quanto riportato da Animal Law.

Anche all’estero se ne sta discutendo: nel Regno Unito, come nei Paesi Bassi, sono state installate volontariamente telecamere nei macelli. In Francia, a seguito della denuncia dell’ONG L214 che ha recentemente pubblicato una serie di video-choc all’interno dei macelli francesi, ha preso il via un dibattito nazionale sull’installazione obbligatoria di telecamere nei mattatoi.

Israele, invece, è stato il primo paese a rendere obbligatoria, a patire dal 2016, la videosorveglianza con il controllo esterno in tutti i macelli.

I DATI
Secondo i dati riportati dalle associazioni, In Italia ogni anno vengono macellati circa 700 milioni di animali (fonte ISTAT) e dall’ultima indagine sul Benessere animale alla macellazione (PNI 2016 del Ministero della salute) emerge che sono state rilevate 490 non conformità in 169 impianti su 1778 macelli controllati, su un totale di 1946 impianti esistenti.

Sono oltre 11 milioni i suini e oltre 2,5 milioni i bovini macellati ogni anno nella Penisola (Dati FLAI CGIL) e le filiere del bovino e del suino occupano 120 mila lavoratori con un fatturato di 20 miliardi di euro l’anno (Dati FLAI CGIL). La filiera avicola, invece, occupa circa 60 mila addetti con un fatturato di 5,5 miliardi di euro (fonte ISMEA 2016)

Nei prossimi 5 anni il numero dei veterinari pubblici impiegati potrebbe diminuire di oltre il 40% con il rischio di non essere rimpiazzato: infatti ad oggi il 46% dei veterinari che si occupano del controllo degli alimenti di origine animale hanno oggi più di 60 anni (Fonte Simevep).

Fonte e immagini: Legambiente, CIWF Italia e Animal Law

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