È iniziato il ricollocamento delle caprette dell’Isola Palmaria (SP)

Niente abbattimenti: gli animali andranno in adozione

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Ricorderete il mail bombing lanciato da ENPA contro il Comune di Portovenere (SP) che un paio di anni fa, a ottobre 2016 per la precisione, aveva approvato un piano per abbattere le caprette dell’Isola Palmaria.capretteL’accusa mossa agli animali era di mettere a rischio la biodiversità dell’isola e di aver fatto incursioni nei terreni adiacenti le abitazioni, scontrandosi con i residenti e i loro animali da affezione determinando un evidente disagio sociale.

È iniziato, così, lo scorso 27 aprile il trasferimento delle prime 8 caprette di Palmaria, accogliendo di fatto la proposta di ENPA di ricollocarle. invece che eradicarle con metodi cruenti. Si tratta di esemplari appartenenti a un medesimo nucleo socio-familiare che a bordo di una chiatta ha raggiunto l’approdo di Porto Venere (SP) e da lì una fattoria didattica dello spezzino.

L’obiettivo di ENPA, infatti, è quello di trasferire gli animali rispettando la composizione dei diversi gruppi presenti sull’isola ed evitando di spezzare i legami sociali e familiari consolidatisi nel tempo.

“Separare gli esemplari di uno stesso gruppo” spiega Massimo Pigoni, vicepresidente nazionale di ENPA e responsabile del Centro Recupero Selvatici di Campomorone (Genova) “avrebbe ripercussioni estremamente negative loro salute e sul benessere psico-fisico degli animali rimasti sull’isola”.

Naturalmente, questo approccio strategico ha richiesto una surplus di lavoro ai volontari dell’ENPA, i quali hanno dovuto censire i singoli animali, ricostruire i loro legami sociali, individuare i diversi nuclei e collocare ogni esemplare all’interno di un gruppo. Insomma una vera mappatura, complessa ed estremamente laboriosa; il via libera al trasferimento è arrivato solo con il completamento della lunga fase propedeutica.

caprettePrima di partire, le 8 fortunate viaggiatrici sono state visitate dai veterinari della Asl 5 della Spezia, i quali, oltre a valutarne le condizioni fisiche generali, hanno prelevato alcuni campioni biologici per accertare che non siano affette da patologie infettive.

Tutti i membri della famiglia trasferita, composta da mamma, cucciolo, sorelle, zie e cugine, sono apparsi in salute, con la sola eccezione di un esemplare – claudicante – che sarà curato non appena raggiungerà la fattoria didattica. Anche se, per gli esami epidemiologici, si devono attendere 6 mesi. Un arco di tempo  durante il quale ENPA sospenderà le operazioni per non mettere in pericolo la sicurezza degli animali.

Le 8 caprette possono essere considerate come un vero gruppo pilota, una cartina di tornasole che può darci indicazioni attendibili circa lo stato di salute delle altre 80 presenti sull’isola. I nostri viaggi verso la fattoria didattica” prosegue Pigoni “riprenderanno solo quando avremo la ragionevole certezza che gli animali non sono affetti da patologie infettive”.

Intanto, la Protezione Animali ha già aperto le procedure di adozione. Chi fosse interessato può scrivere all’email genova@enpa.org o contattare lo 010.721217.

“Le caprette” conclude Pigoni “possono essere pre-adottate già a partire da oggi. Ricevere ora le prime richieste ci aiuterebbe moltissimo a ottimizzare le operazioni di trasferimento. L’adozione vera e propria scatterà a settembre quando avremo il responso delle analisi”.

Fonte: ENPA 
Foto: ENPA/Pixabay

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