Progetto Spaventelli: ecco come i cani escono dal “buio”

Pacav – Progetto aiuta un cane a vivere Onlus si occupa di recuperare gli animali timidi e fobici. Ma anche cani e gatti maltrattati e da situazioni di degrado

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Pacav-Progetto aiuta un cane a vivere Onlus è oggi conosciuta per il Progetto Spaventelli.
Progetto SpaventelliMa andiamo con ordine. L’associazione nasce nel marzo 2011 da un gruppo di amici volontari accomunati dallo stesso amore e passione: aiutare rifugi (canili e gattili) in difficoltà, soprattutto piccole realtà di volontari che, con pochi o nessun aiuto dalle istituzioni, spesso passano inosservate.

“All’epoca abbiamo iniziato raccogliendo cibo, medicine, coperte, cucce, guinzagli ecc. e cercando di creare una mappatura dei rifugi in difficoltà inviando loro materiale o consegnandolo di persona” racconta Melania, vice presidente Pacav. “Poi abbiamo iniziato a occuparci del recupero di cani e gatti da situazioni di degrado, canili lager, rifugi sovraffollati, animali maltrattati, impegnandoci a curarli fisicamente e psicologicamente e, successivamente, a farli adottare”.

Questo impegno ha portato i volontari di Pacav-Progetto aiuta un cane a vivere Onlus ha inaugurare nel 2014 un progetto mirato ad aiutare cani timorosi e fobici: Progetto Spaventelli: “Questo progetto nasce dal desiderio della nostra associazione, di aiutare cani spaventati, terrorizzati dall’essere umano, privi di fiducia, acciambellati in un angolo faccia al muro con l’unico desiderio di poter sparire” continua Melania.

Le adozioni per loro sono spesso il frutto di mesi o anni di lavoro su questi animali, per permettergli di riacquistare la fiducia necessaria a poter affrontare una nuova vita in una casa, in famiglia. “Sono cani speciali che, una volta affidati alla famiglia giusta e in un contesto famigliare, sbocciano. La nostra missione è sensibilizzare le adozioni verso questi cani meravigliosi, bisognosi più che mai di una famiglia e un focolare sicuro dove dimenticare le paure e cominciare a vivere sul serio” spiegano i volontari dell’associazione.

Attualmente l’associazione si appoggia alla Pensione Rifugio Lilli & Il Vagabondo di Origgio (VA), che ospita 18 dei loro cani, mentre 3 sono in stallo casalingo. Ma sono almeno altrettanti quelli presenti in struttura che sono inseriti nel Progetto Spaventelli. 

“Non riceviamo fondi o sovvenzioni di nessun genere dalle istituzioni” conclude Melania “Le donazioni in denaro vengono utilizzate per le spese mediche e per aiutarci a coprire la spesa mensile della pensione: sono fondamentali, ci permettono di assicurare un posto sicuro, caldo e protetto ai nostri cani permettendoci di intraprendere in serenità il loro percorso di riabilitazione e di poterli curare qualora fosse necessario”.

IL CASO DEL CUORE: BIA
Segregata fin da cucciola in un box, terrorizzata. 12 anni tutti passati in canile. Anni passati sotto una panca, senza mai mette fuori il naso, sotterrata dalla paura. Progetto SpaventelliBia ha tanti contro e pochi pro forse dalla sua parte, è fifona e diffidente…è indifesa come una cucciola e pacifica come una tenera nonnina, ma golosa, e con la sua volontaria di riferimento impara giorno per giorno.
Bia non sarà mai pronta a vivere una vera vita finché la passerà in un box: 12 anni di “galera” sono tanti, ma non troppi per sperare in una vita vera fuori dal canile.
Per lei i volontari di Pacav cercano una famiglia paziente e disposta a rispettare i suoi tempi, perché col giusto percorso certamente Bia supererà i suoi timori e potrebbe diventare la miglior amica di chi l’avrà salvata.

L’adozione ideale è non troppo lontano dal rifugio che si trova in Lombardia per seguire un corretto inserimento in famiglia, magari con un altro cane ben socializzato con le persone e in contesto abitativo non troppo trafficato (i rumori troppo forti la spaventano ancora tanto).

Per informazioni:
Tel: 392 98 08 556
email: segreteriapacav@gmail.com
sito: www.pacav.it
Pagine Facebook: pacavonlus
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