Mondo felino: 5 curiosità sui gatti

Le domande più frequenti a cui avreste sempre voluto una risposta

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I “perché” sui gatti a cui vorremmo trovare una risposta sono infiniti: perché fanno la pasta? Perché miagolano la notte? Perché bevono dal rubinetto?
Quante volte ci siete ritrovati a parlare dei nostri mici con amici e famigliari, stupendoci di come alcuni comportamenti ‘strani’ dei gatti di casa siano così comuni? Praticamente sempre. Abbiamo scelto di rispondere alle 5 domande più frequenti. gatti

1. SI STROFINA SULLE GAMBE
Il nostro micio basa la sua esistenza sugli odori e per lui è importante che tutto il suo mondo, persone a lui care incluse, sia cosparso dai feromoni famigliari che emette dalle ghiandole che ha sul muso e sul corpo.
Quando entriamo in casa e ci corre incontro per strusciarsi sulle nostre gambe è l’equivalente del saluto che scambierebbe con un altro gatto. Inoltre, i gatti dello stesso gruppo sociale si annusano oltre che strofinarsi: dato che questo rituale include anche l’ano, è per questo che ci piazzano tanto spesso il sedere davanti alla faccia.
Una volta che si sarà sfregato a dovere contro le nostre gambe si allontanerà per toelettarsi e controllare l’odore che abbiamo lasciato su di lui: se l’abbiamo tradito con un altro gatto, lo scoprirà!

2. IL TOPO (O PEGGIO MEZZO TOPO) IN REGALO
Ricordiamoci che il gatto è, e sempre sarà, un predatore. Anche se vive in casa e non gli manca il cibo. La predazione per il nostro micio è un bisogno naturale irrinunciabile, un’attività che lo gratifica e gli permettere di realizzare la sua felinità. Bruce Fogle, veterinario e autore di diversi testi accademici, lo definisce nel libro La Mente del Gattoil miglior mammifero carnivoro che l’evoluzione biologica abbia mai avuto. I gatti sono i predatori terrestri più specializzati del mondo, gli squali delle praterie e della boscaglia“.
Quando riportano la preda da noi (o una parte di essa nel caso del mezzo topo), in realtà non vogliono farci un regalo, ma significa che reputano la nostra casa come un luogo sicuro dove mangiarsi con calma il frutto della loro predazione o conservarla per consumarla successivamente. Potrà fare una certa impressione, ma questa è la natura del gatto.

3. MOSTRA PANCIA PER FARSI ACCAREZZARE E POI GRAFFIA O MORDE
Quando ci mostra la pancia non ci sta assolutamente invitando a toccargliela. Un predatore in natura non si metterebbe mai in una posizione in cui è vulnerabile: esponendo il ventre ci sta comunicando la sua fiducia nei nostri confronti. Fiducia che prontamente tradiamo, appena allunghiamo la mano per fargli quelle che per noi sono coccole. Ecco perché dopo qualche minuto di paziente sopportazione, prima comincia a battere la coda e poi, se ancora non abbiamo capito, sfodera le unghie per farci smettere. La prossima volta che rientriamo in casa e il nostro gatto si rotolerà a pancia in su, proviamo a resistere alla tentazione di toccargliela e accarezziamolo sulla testa.gatti

4. LA MEZZ’ORA DI FOLLIA DELLA SERA
Tenete presente che un gatto, in natura, farebbe tanti piccoli pasti, cioè circa dalle 9 alle 16 predazioni al giorno: normalmente, quindi, avrebbe una vita molto intensa, con giornate spese in appostamenti, catture e fughe da pericoli. I nostri felini domestici, invece, che fanno mentre noi non ci siamo? Dormono. Per ore. Tutta l’energia in eccesso tende perciò ad esplodere senza preavviso, innescata da una mosca di passaggio o da un forte rumore. Se non ci sono altri mici in casa con cui possa giocare, possiamo stimolarlo con giocattoli e altre attività. Sarebbe opportuno trasformare questo momento in un appuntamento fisso, un’occasione speciale da condividere ogni giorno alla stessa ora: il nostro gatto la aspetterà con ansia. Infine perché proprio la sera? Ricordiamoci che il gatto è un predatore crepuscolare, e dunque le ore predilette per l’attività di predazione sono il tramonto e… l’alba. Con buona pace del nostro sonno.

5. LA STRANA SMORFIA DOPO AVER ANNUSATO QUALCOSA
Se assumono quell’espressione che a noi pare un po’ disgustata quando hanno appena odorato intensamente qualcosa, non è perché trovano quell’odore sgradevole. Semplicemente lo stanno analizzando: questo comportamento si chiama reazione di Flehmen. I gatti hanno un organo dell’odorato in più rispetto a noi, l’organo vomeronasale o organo di Jacobson, che ha un’apertura dietro gli incisivi sul palato superiore. Quest’organo è utilizzato principalmente per rilevare le informazioni contenute nelle sostanze grasse, nell’urina e nei feromoni rilasciati da altri gatti.

Fonti: Bruce Fogle (La mente del gatto), Vicky Halls (La Bibbia del Gatto)
Foto: Pixabay

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