Strage di Sciacca (AG): diventa un caso politico

ENPA: la vera priorità ora è la bonifica della zona e il recupero e il controllo sanitario dei sopravvissuti

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Sciacca: 15, poi 30, forse 45 cani avvelenati. Ma c’è chi dice che il numero possa essere anche più alto. Resta il fatto che ancora una volta (purtroppo) la Sicilia non fa parlare di sé per meriti ma per gesti di inciviltà. Ed è così che a Sciacca in provincia di Agrigento, in località Muciare, sono state ritrovate un numero enorme di carcasse di cani morti.SciaccaL’area è stata posta sotto sequestro dai carabinieri, presenti in loco insieme alla Polizia municipale, che stanno indagando insieme alla magistratura sulla strage, anche con l’ausilio dei video delle telecamere di sorveglianza dei capannoni della zona (secondo quanto riportato dal Corriere di Sciacca).

La strage ha avuto una fortissima risonanza mediatica sul web e tutte le associazioni si sono mobilitate per chiedere giustizia: non sono mancate le proteste dirette al Sindaco di Sciacca, accusata di non aver saputo tutelare i randagi liberi sul territorio.

Ma, al di là delle polemiche, oggi la vera priorità è la bonifica della zona e il recupero e il controllo sanitario dei sopravvissuti. Stando alle informazioni raccolte da ENPA, infatti, sarebbero ancora una ventina i cani che sono soliti frequentare i capannoni e che ancora mancano all’appello: “Purtroppo non ci è stata data alcuna informazione al riguardo. L’amministrazione comunale” spiega Cataldo Paradiso, presidente dell’ENPA di Catania “è assente e, a parte qualche frase di circostanza, continua a fare poco o nulla per tutelare l’incolumità dei suoi cittadini a quattro zampe, contravvenendo così agli obblighi imposti dalla legge”.

Secondo la normativa, infatti, il sindaco non solo è responsabile per i randagi e gli altri animali vaganti sul suo territorio – responsabilità che naturalmente comprende la tutela della loro incolumità – ma in in caso di ritrovamento di esche avvelenate deve attivare la procedura prevista dalla normativa. Che prevede, appunto, la bonifica dell’area interessata.

Sciacca“Tuttavia, sembra proprio che a Sciacca, ciò non sia accaduto e che nulla venga fatto per porre rimedio a tale inadempienza. Una inadempienza ancora più grave poiché, purtroppo, nella città siciliana gli avvelenamenti rappresentano una triste e consolidata realtà. Contro cui evidentemente non si è agito come si sarebbe dovuto” denuncia l’ENPA.

“Chiediamo alle autorità e alle istituzioni di intervenire con la massima urgenza, ciascuna per le proprie competenze. Se a fronte di tali inadempienze, nelle prossime ore altri cani dovessero perdere la vita per i bocconi avvelenati riterremo il sindaco personalmente responsabile di queste morti. Alla magistratura il compito di individuare e punire sia gli autori materiali di questo gesto criminale, sia le istituzioni che lo hanno permesso grazie alla loro inerzia. Ai cittadini” conclude Carla Rocchi, presidente nazionale di ENPA “il diritto/dovere di pretendere che gli amministratori pubblici rispettino la legge e tengano fede ai propri impegni”.

IL CASO POLITICO

E intanto la strage di cani a Sciacca diventa un caso politico. Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, infatti, Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, vuole istituire una commissione parlamentare che studi il fenomeno del randagismo.

Proposta contestata dal Movimento 5 Stelle che vorrebbe invece degli interventi più tempestivi, sia sul territorio che nella revisione delle competenze per la gestione dei fondi destinati alla prevenzione del randagismo.

E così in clima da pre-elezioni nazionali nessuno ha perso l’occasione per dire la sua: tra proposte politiche, condanne del gesto, dichiarazioni di solidarietà al Sindaco minacciato su Facebook (o accuse di inadempienza), richiami al dovere civico dei cittadini, proposte di nuovi canili comunali (ma mai che si parli di campagne di sterilizzazione, non sia mai!) politici e istituzioni continuano a parlare, ma a fare poco. E intanto i cani muoiono.

Fonti: ENPA, Giornale di Sicilia, Facebook, Corriere di Sciacca
Foto: Facebook/Animal Republic (archivio)

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