Sea Shepherd lancia l’Operazione Jodari con la Tanzania

Già tre gli arresti per i reati di shark-finning e abusi sui lavoratori

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Dopo 20 giorni di pattugliamenti che hanno portato all’arresto di 3 navi per reati di pesca, la nave di Sea Shepherd, la M/Y Ocean Warrior, è arrivata a Dar es Salaam per lanciare ufficialmente l’Operazione Jodari, una campagna in collaborazione con il governo della Repubblica Unita di Tanzania, per combattere la pesca illegale, non riportata e non regolamentata (INN), nella zona occidentale dell’Oceano Indiano e per formare gli ufficiali tanzaniani al monitoraggio, controllo e sorveglianza (MCS) delle attività di pesca nelle acque nazionali, incluse le ispezioni alle navi da pesca e le procedure di abbordaggio.Operazione Jodari

Nelle scorse tre settimane, forze dell’ordine della Deep Sea Fishing Authority, della Marina della Tanzania e della Multi-Agency Task Team (MATT), sono state accolte segretamente a bordo della nave di Sea Shepherd, la M/Y Ocean Warrior, lavorando al fianco del Capitano Adam Meyerson e dell’equipaggio di Sea Shepherd per pattugliare le acque territoriali della Tanzania.

Le forze dell’ordine hanno l’autorità di abbordare, ispezionare e arrestare le imbarcazioni che violano le leggi della Tanzania. La MATT è guidata dalla Polizia della Tanzania e include il Servizio Forestale della Tanzania, la Divisione Fauna Selvatica, la Divisione Pesca, il Servizio di Intelligence e Sicurezza della Tanzania. E’ stata istituita per individuare persone o organizzazioni che controllano i crimini ambientali e il commercio illegale di fauna selvatica nel territorio.

Durante il primo pattugliamento di Operazione Jodari, sono stati portati a termine 9 abbordaggi e ispezioni, che hanno condotto a 3 arresti: la F/V Tai Hong 1 (battente bandiera cinese), la F/V Buah Naga 1 ((battente bandiera malese) e la F/V Swabir Jamil (battente bandiera tanzaniana) sono state scortate nei porti della Tanzania per rispondere legalmente ai reati di shark-finning e abusi sui lavoratori (secondo quanto riportato da Sea Shepherd, infatti, non solo le condizioni di lavoro erano fuori legge, ma sulla F/V Buah Naga 1 i lavoratori venivano anche minacciati con una pistola Beretta da 9mm, detenuta senza licenza).

Operazione JodariSi stima che a livello globale, ogni anno, vengano catturati tra le 11 e le 26 milioni di tonnellate di pesce attraverso la pesca INN. Circa 1 miliardo di dollari viene perso annualmente nella regione dell’Oceano Indiano Occidentale per la pesca INN, pesca che rende i paesi in via di sviluppo particolarmente vulnerabili.

L’ Operazione Jodari, la quarta collaborazione tra Sea Shepherd e gli stati della costa africana, è supportata da Fish-i Africa, una collaborazione tra 8 paesi dell’Africa dell’Est, inclusi Comore, Kenya, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Seychelles e Somalia, che incoraggia la condivisione di informazioni e cooperazione regionale per combattere su larga scala la pesca illegale nell’Oceano Indiano Occidentale.

Già da febbraio 2017, sotto il nome di Operazione Sola Stella, Sea Shepherd ha prestato assistenza al governo della Liberia portando all’arresto di 10 imbarcazioni per pesca INN e tra il 2016 e il 2017 Sea Shepherd ha collaborato con i governi del Gabon, di São Tomé e Príncipe nell’Operazione Albacore, che ha portato all’ispezione in mare di 80 pescherecci e il successivo arresto di 5 pescherecci congolesi e un palangaro spagnolo. Operazione Jodari è la prosecuzione dell’impegno di Sea Shepherd a lavorare attivamente con i governi nazionali e le loro forze dell’ordine nella battaglia contro la pesca INN.

Fonte e foto: Sea Shepherd (credits photo Jax Oliver/Sea Shepherd)

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