Ariel: dalla (quasi) morte a una vita felice

Recuperata in fin di vita nelle campagne palermitane, grazie ai volontari OIPA ha trovato famiglia

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La storia di Ariel avrebbe potuto avere un epilogo molto diverso se chi si l’ha salvata le avesse invece voltato le spalle.arielE’ il maggio del 2017, quando, nelle campagne palermitane nei pressi di un casolare abbandonato, alcuni ragazzi avvistano una cagnolina rannicchiata a terra.

E’ una cucciola sola e molto deperita, ma è diffidente e non si lascia avvicinare. Per evitare di spaventarla, i ragazzi la tengono monitorata per alcuni giorni, portandole del cibo per guadagnarsi la sua fidcia, fino a quando riescono finalmente a recuperarla, portandola di corsa dai volontari dell’OIPA di Palermo.ArielAriel, così viene battezzata, ha l’unica “colpa” di essere nata per sbaglio. Portata subito in clinica veterinaria, si scopre che Ariel, non è solo gravemente denutrita e affetta da parassitosi intestinale, ma presenta numerose escoriazioni e alopecia diffusa in diverse parti del corpo a causa della rogna sarcoptica, una patologia che, se non trattata tempestivamente, provoca ispessimento e iper-pigmentazione della pelle che diviene estremamente sensibile. Nei casi più gravi, se non curata, può condurre ad una grave debilitazione fisica fino alla morte.

Oggi Ariel ha 8 mesi e mezzo ed è finalmente felice: non solo è guarita, ma ha trovato anche una meravigliosa famiglia e un amico a quattro zampe con cui condividere la cuccia, il divano e, le gite fuori porta.

“Il suo primo dono, la guarigione, l’avete fatto voi (i sostenitori dell’associazione – n.d.r.) grazie a tutti i contributi offerti ai volontari dell’OIPA di Palermo, mentre il secondo, l’adozione, l’ha fatto chi ha capito che bau è sempre bau anche quando ad abbaiare è un meticcio” commenta grata l’associazione.Ariel“Ariel è soltanto una dei tanti cani di cui si stanno occupando gli angeli blu dell’OIPA di Palermo, una città in cui i cani nascono e muoiono sulle strade in un’indifferenza agghiacciante e dove a sostenere i più deboli ci sono soltanto i volontari delle associazioni come l’OIPA, semplici cittadini che si adoperano al massimo delle loro forze per aiutare gli animali, senza, però, ricevere il minimo supporto dalle istituzioni preposte” conclude l’OIPA.

Fonte e foto: OIPA

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