Alimentazione forzata nel coniglio: quando e come si esegue?

E’ bene intervenire quando l’animale non ha lo stimolo o le forze sufficienti per alimentarsi da solo

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L’alimentazione forzata nel coniglio: quando e come si esegue? I conigli sono erbivori stretti e per la loro fisiologia devono mangiare e tenere stomaco e intestino in movimento durante tutte le 24 ore della giornata. Se qualcosa si inceppa, se il coniglio è ammalato o debilitato e non si alimenta più regolarmente, il rischio è di incorrere in una stasi gastrica o intestinale (il famoso blocco), che può portare a gravi conseguenze. In questi casi, oltre a procedere medicalmente per sbloccare il coniglio e fargli recuperare la normale motilità intestinale, può rendersi necessario intervenire con l’alimentazione forzata. Vediamo insieme quando e come intervenire in questo senso.alimentazioneMALATTIA/DEGENZA O CONVALESCENZA
Quando un coniglio non ha lo stimolo o le forze sufficienti per alimentarsi da solo, dobbiamo intervenire con l’alimentazione forzata. Questo può accadere dunque più frequentemente se il coniglio sta male, è in terapia per qualche motivo, o sta uscendo da un intervento chirurgico o da una malattia debilitante (anche anestesia, farmaci e manipolazioni continue possono far mancare l’appetito, proprio come succede anche a noi esseri umani). Se il coniglio riesce a masticare e fa solo un po’ fatica ad alimentarsi da solo, ma imboccandolo otteniamo qualche risultato, possiamo spronarlo e invogliarlo riducendo le verdure a pezzettini piccoli, offrendogli il cibo fresco, i fili di fieno singolarmente e qualche bocconcino di frutta o di mangime pellettato di buona qualità direttamente dalle mani. Uno a uno.

Se invece il coniglio non ha le forze per alimentarsi da solo, allora ci avvarremo dell’aiuto di una siringa privata di ago da utilizzare come se fosse una sorta di biberon. A seconda dei casi, e su consiglio anche del medico veterinario che si sta seguendo, prepareremo una pappetta di verdure miste frullate, allungate con dell’acqua tiepida, e magari mischiate a del mangime pellettato per dare più sostanza e facilitare la riabilitazione, oppure una pappa a base di Critical Care (marca Oxbow), prodotto per eccellenza dedicato all’alimentazione forzata.

Seguendo le istruzioni riportate sulla confezione si mescola in una ciotolina un po’ di polvere (in base al peso del nostro coniglio) con dell’acqua tiepida, fino a ottenere una consistenza simile al dentifricio o leggermente più allungata, anche a seconda del beccuccio della siringa che stiamo usando e di come il coniglio l’apprezza di più. In qualche caso si riesce anche a far leccare questa pappetta al coniglio; in altri invece è necessario usare la siringa e “costringere” il coniglietto a mangiare.

Attenzione a non capovolgere mai il coniglio a pancia in su!
Primo, perché per il coniglio è una posizione di forte vulnerabilità e può seriamente compromettere la fiducia che l’animale ha nei nostri confronti; secondariamente perché se lo imbocchiamo con la siringa rischiamo che la pappa gli finisca nel naso o di traverso nei polmoni, ostruendo le vie respiratorie e causando soffocamento.

Teniamo quindi il coniglio con le zampe appoggiate sulle nostre ginocchia o sul piano del tavolo e imbocchiamolo con la siringa, con un asciugamano sotto le zampe per dargli maggiore confort e rendere il piano antiscivolo, avendo cura di tenergli la testa orizzontale e il nasino in avanti.

SVEZZAMENTO
Può capitare di recuperare e salvare un coniglietto orfano o che la madre dei nostri coniglietti muoia dopo il parto. Dovremo essere noi quindi ad alimentare il coniglietto fino a che non sarà in grado di farlo da solo. In questo caso, possiamo utilizzare sempre una siringa senza ago o anche un piccolo biberon da riempire con del latte di capra intero oppure latte per gattini KMR, da offrire a temperatura ambiente o leggermente intiepidito. A seconda dell’età del piccolino adegueremo le quantità di latte da dare e quindi il numero e la frequenza dei pasti nell’arco della giornata, come riportato di seguito:

Fino a 7 giorni di vita: circa 2-2,5 ml ad ogni poppata, per 4-5 volte al giorno.
Da 8 a 15 giorni di vita: 5-7 ml ogni poppata, per 4-5 volte al giorno; cominciare anche a lasciare fieno di erba medica a disposizione.
Da 16 a 21 giorni di vita: 7-13 ml per pasto, per 4-5 volte al giorno, sempre con il fieno di erba medica a disposizione.
Dalle 3 alle 6 settimane di vita (45 giorni): 13-15 ml per pasto, per 4-5 volte al giorno.

Lasciare a disposizione fieno, erba medica secca o tarassaco, anche fresco e gradualmente erba, verdure e pellet per cuccioli senza coccidiostatico.

Fonte: Romy Carminati
Etologa Relazionale. Educatrice e Mediatrice nell’Interazione e nella Relazione Umano-Coniglio
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Foto: Pixabay

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