#noncomprareadotta: qual è la differenza tra un animale acquistato e uno adottato?

Online la nuova campagna lanciata da OIPA in occasione delle Feste Natalizie per promuovere le adozioni a scapito degli acquisti

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#noncomprareadotta: qual è la differenza tra un animale acquistato e uno adottato? Nessuna.#noncomprareadottaEntrambi abbaiano, giocano, corrono. Si tratta di due esemplari della stessa specie che condividono quindi lo stesso etogramma (l’insieme dei comportamenti propri di una specie animale).

Questo il messaggio della campagna #noncomprareadotta lanciata da OIPA in occasione delle Feste Natalizie, periodo nel quale aumentano gli acquisti di cuccioli che spesso subiscono poi l’abbandono in estate poco prima delle vacanze estive.

“La campagna #noncomprareadotta che abbiamo voluto lanciare quest’anno in occasione del periodo natalizio vuole proprio dare una risposta a questa domanda, per evidenziare che una risposta reale non c’è. O meglio, le motivazioni che vengono addotte per spiegare cosa spinga all’acquisto di un animale, di fatto mostrano come dietro a quella scelta non ci sia ciò che dovrebbe sottendere alla decisione di vivere con un cane o con un gatto, ma preferenze estetiche o luoghi comuni. Me per scegliere un amico, un compagno di vita, ha senso basarsi sul colore del pelo?” spiega l’OIPA. “Istintivamente tutto risponderanno no, eppure la domanda di cani e gatti da acquistare non accenna ad arrestarsi, in particolare nel periodo natalizio”.

Va da sé che tale domanda porti a un aumento dell’offerta, andando ad alimentare, tra l’altro, il traffico illecito di cuccioli dall’Est Europa. “La compravendita di animali non si arresterà fintanto che non si prenderà coscienza del fatto che una vita non può essere comprata, in caso contrario non la si considera tale, ma solo merce” ammonisce l’associazione. “Il secondo passo è quello verso la consapevolezza che un rapporto di amicizia non si acquista a scatola chiusa, ma si costruisce, esattamente come la più vera delle storie d’amore”.

Visitare un rifugio per animali, canile o gattile, è il primo passo per rendersi conto che non vi sono ospitati solo cani e gatti malati o problematici, ma animali che hanno avuto la sfortuna di pagare per gli sbagli degli umani. Un prezzo molto alto, perché hanno perso la libertà.

Vivere con un cane o un gatto deve essere una scelta consapevole e il primo livello di consapevolezza deve riguardare proprio l’essenza di questo rapporto, che non deve essere di possesso ma di amicizia e affinità.

Affidandosi ad un’associazione e a una struttura competente, inoltre, si può ricevere una migliore assistenza nella scelta di quello che sarà il nostro migliore amico per tantissimi anni: non sempre, infatti, le nostre esigenze o il nostro stile di vita sono adatti all’animale che desideriamo. Alcuni si recano nei rifugi con l’idea di adottare un cucciolo o un animale che soddisfi alcuni criteri estetici, ma talvolta, ma se si sta fuori tante ore, o se per esempio si è delle persone poco sportive, è meglio essere indirizzati su un cane adulto o che abbia una particolare motivazione di razza. E così vale per la scelta di un gatto: ogni individuo ha le sue caratteristiche e non sempre sono compatibili con le nostre. Meglio dunque farsi consigliare, a maggior ragione quando intendiamo adottare un secondo cane o un secondo gatto: molte associazioni si avvalgono del supporto di educatori cinofili o consulenti della relazione felina. 

“Scegliendo l’adozione, ognuno di noi può fare la differenza contribuendo al cambio di prospettiva con la quale vengono guardati il cane o il gatto di casa: non un accessorio o un completamento dell’arredo, ma un membro della famiglia scelto per la sua irripetibile individualità” conclude OIPA.

Fonte, immagini e video: OIPA

 

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