Grizzly: il Governo della Columbia Britannica ha messo fine alla caccia agli orsi

Esultano le associazioni: nel provvedimento nessuna scappatoia per i cacciatori

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Con effetto immediato il Governo della Columbia Britannica ha messo fine alla caccia agli orsi grizzly in tutta la provincia.grizzlyIl cambiamento di direzione è arrivato dopo una lunga campagna per il benessere animale sostenuta dalle più importanti associazioni nazionali che si occupano della protezione degli orsi, tra cui Humane Society International/Canada, che a livello mondiale è stata l’avanguardia di un potente movimento per fermare la caccia di animali “da trofeo”, bloccando il commercio di trofei di caccia, rafforzando la protezione legale della fauna selvatica e educando la popolazione sul devastante impatto per la natura di questo tipo di caccia.

Secondo i sondaggi il 90% dei cittadini della Colombia Britannica è a favore della nuova legge. 

Si stima che nella regione la caccia per realizzare trofei uccida ogni anno centinaia di orsi e uno studio del 2013 pubblicato nel Public Library of Science ha messo in evidenza come questo tipo di caccia possa essere la causa del forte decremento nella popolazione di orsi locale, in quanto molti dei cacciatori potrebbero aver ecceduto la quota assegnata.

Non solo, i grizzly sono di fatto considerati “specie minacciata” dalla Commissione sulle Specie Selvatiche in pericolo in Canada.

Humane Society International/Canada ha lodato il Governo della Columbia Britannica per aver dato ascolto all’opinione pubblica: “il Governo della Columbia Britannica ha dimostrato una forte leadership e un orientamento di governo lungimirante nel mettere fine alla caccia dei grizzly in tutta la provincia. La decisione elimina qualsiasi scappatoia che possa permettere alla caccia ai trofei di continuare” ha dichiarato Rebecca Aldworth, executive director di Humane Society International/Canada, applaudendo al provvedimento. “La caccia ai grizzly non ha più ragione di esistere nel 21esimo secolo, e l’annuncio di oggi è un passo cruciale nella protezione di questi maestosi animali da una crudeltà senza senso”.

Anche dal punto di vista economico i dati confermano l’anacronismo di questa prassi: uno studio del 2012 del Centro per il Turismo Responsabile e della Stanford University ha scoperto che il turismo da “bear-viewing”, cioè i viaggi per osservare gli orsi, genera nella Great Bear Rainforest un business 12 volte maggiore di quello del turismo per la caccia.

Insomma rispettare la natura non solo è giusto, ma come si evince dai numeri, conviene. Tutti i Governi dovrebbero cominciare a rendersene conto.

Fonte: HSI
Foto: Pixabay

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