Controlli NAS: sequestrati 887.826 animali da reddito e 590 d’affezione

Animal Equality lancia la petizione per chiedere telecamere nei macelli

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NAS controlliContinua l’impegno dei Carabinieri dei NAS nel campo del benessere animale, sia nei confronti degli animali da reddito che di quelli d’affezione. Negli ultimi mesi, infatti, i Militari dell’Arma hanno proseguito i controlli avviati all’inizio dell’anno di concerto con il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin.

Sotto la lente di ingrandimento degli uomini del NAS sono infatti finiti allevamenti intensivi, macelli e canili.

Complessivamente negli ultimi mesi sono stati eseguiti 2.148 controlli dei quali 763 sono risultati non conformi, segnalate 530 persone alle Autorità amministrative e 156 a quelle giudiziarie.

Le sanzioni penali evidenziate sono state 392 e 1.017 quelle amministrative per un importo complessivo di 1.267.600 euro, sequestrati 887.826 animali da reddito e 590 d’affezione, 108 le strutture chiuse o sequestrate per un valore complessivo di 67.344.000 Euro.

Praticamente 1 controllo su 3 ha rilevato un illecito. 

NAS

Gli illeciti più ricorrenti hanno riguardato: inosservanza corretta identificazione degli animali; carenze igienico-strutturali; inosservanza delle norme sull’uso dei farmaci veterinari; irregolarità dei criteri di protezione negli allevamenti e nei trasporti e delle norme sulla produzione e l’igiene dei mangimi.

Sono stati riscontrati anche illeciti di natura penale, quali il maltrattamento di animali, la produzione e macellazione di carni non autorizzata e l’abbandono di animali. Negli ultimi giorni di ottobre, inoltre, sotto l’impulso del Comando per la Tutela della Salute, i NAS di tutta Italia hanno dato un ulteriore giro di vite ai controlli.

Se il benessere degli animali non viene rispettato là dove certi parametri minimi sono imposti, come può esserlo dove ci sono le deroghe? Questo è il quesito che si è posta l’associazione Animal Equality, che ha reso pubblici alcuni scioccanti filmati ottenuti all’interno di uno dei 200 macelli italiani in cui è concessa la macellazione senza stordimento, esponendo la crudeltà di una pratica che ogni anno viene riservata a centinaia di migliaia di animali.

NAS controlliGli operatori sono colti a infrangere qualunque norma minima per la protezione degli animali, sottoponendo di proposito agnelli, pecore e capre ad atroci torture sia fisiche sia psicologiche. Nonostante il macello risulti chiuso dal 2015, Animal Equality sta comunque procedendo a sporgere denuncia contro i responsabili delle sevizie documentate nei filmati.

“Questa pratica è ancor oggi permessa da un regolamento europeo che prevede una deroga allo stordimento nel caso di metodi di macellazione prescritti da riti religiosi. Risulta però evidente come i macelli a cui è concessa tale deroga tendano ad abusarne in modo scellerato, causando agli animali inutili e protratte sofferenze nei loro ultimi istanti di vita” denuncia l’associazione che ha lanciato una petizione per chiedere che il Ministro dell’Agricoltura e il Ministro della Salute “si adoperino al più presto affinché siano introdotte pene più severe per gli abusi sugli animali all’interno dei macelli e affinché venga rinforzato il sistema di controlli atti ad identificare e denunciare qualunque forma di violazione. Chiediamo inoltre che venga resa obbligatoria l’installazione delle telecamere nei macelli come deterrente per le infrazioni. In ultimo, domandiamo che il Parlamento italiano si allinei agli Stati membri che già si sono impegnati ad abolire in via definitiva la macellazione senza stordimento”.

La petizione ha già raccolto oltre 36 mila firme ma è destinata a crescere.

Fonti e foto: Animal Equality, NAS

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