Ploaghe (SS): 135 pecore e 4 maremmani accoltellati a morte

La LEAL denuncia l’allevatore

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La mattanza avvenuta a Ploaghe (SS) per mano di un allevatore, che ha tagliato la gola a ben 135 pecore a quattro cani maremmani, sta facendo il giro del web, suscitando l’indignazione di tutto il mondo animalista. Ploaghe pecore ucciseSecondo quanto riportato dall’Unione Sarda, il pastore in preda ad un raptus avrebbe accoltellato uno ad uno tutti gli animali. Solo uno uno dei cani è riuscito a fuggire ed è stato ritrovato gravemente ferito.

Ploaghe pecore uccise 2Le ragioni del gesto secondo gli inquirenti sarebbero da ricercare nei ripetuti rifiuti ottenuti dall’allevatore da parte della cooperativa a cui consegnava quotidianamente il latte.

“Questo è bastato all’uomo per infierire con una crudeltà inaudita sugli animali di cui era responsabile facendoli morire dopo una straziante agonia. Possiamo solo immaginare il mare di sangue, l’inferno di pianti, sangue, belati e abbai di uno sterminio spietato e durato molto a lungo visto l’elevato numero di animali” denuncia la LEAL, che ha deciso di procedere per vie legali contro l’uomo.

“Molti definisco il gesto dell’uomo follia” si indigna Gian Marco Prampolini, presidente di LEAL “ma il pastore dopo aver sfruttato per guadagnare gli animali e aver fatto lavorare in cambio di cibo i cani ha perso il controllo a causa del mancato guadagno e si è vigliaccamente accanito verso i più deboli dei quali si è ampiamente fino a pochi istanti prima approfittato. Abbiamo incaricato il nostro ufficio legale che sta procedendo con una denuncia nei confronti dell’uomo e a tempo debito ci costituiremo parte civile. Questo non porterà in vita i poveri animali e nemmeno renderà il pastore un uomo empatico e non violento, ma una vicenda processuale gli farà forse capire che nessuno può disporre delle vite di altri viventi”.

Le indagini a Ploaghe sono attualmente ancora in corso perché secondo quanto riportato dalla Polizia Locale, i mancati controlli veterinari degli ultimi anni non permettono di definire il numero esatto delle pecore di cui era formato il gregge. Infine, gli inquirenti ritengono l’uomo “una persona che può essere pericolosa”.

Allevamento, sfruttamento, maltrattamento e abuso vanno a braccetto, il consumo di carne e di prodotti di origine animali porta quotidianamente a galla solo una parte di efferatezze e omissioni da parte di chi detiene il bestiame e da parte, come spesso succede, di chi come le ASL dovrebbe controllare. LEAL sostiene e diffonde la scelta vegana e uno stile di vita cruelty free” conclude l’associazione.

Fonte: LEAL, Unione Sarda
Foto: Animal Republic

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