Levrieri troppo difficili da far adottare: vengono abbattuti

La denuncia: quasi un quarto degli ex racer australiani “pensionati” lo scorso anno sarebbe stato soppresso

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Lo scorso anno quasi un quarto dei levrieri australiani messi a riposo dalle corse sarebbe stato abbattuto, invece che dato in adozione.LevrieriQuesta la denuncia fatta dall’ABC – Australian Broadcasting Corporation, la principale società pubblica di diffusione radio-televisiva australiana, in un articolo il 4 ottobre dal titolo Greyhounds euthanased by Queensland adoption program, deemed too risky to rehome.

Secondo quanto riportato nel pezzo, da quando un anno fa la Queensland Racing Integrity Commission (QRIC) ha rilevato il programma statale di adozioni dell’ente corse del Queensland (l’ente che gestisce il greyhound racing in quello Stato), 318 greyhound hanno trovato casa, mentre il 25% degli ex racer sono stati soppressi, perché sarebbe stato difficile trovare per loro una famiglia adottiva adeguata: istinto predatorio troppo alto, problemi di salute o semplicemente troppa timidezza.

“Non importa se queste loro caratteristiche erano l’esito del maltrattamento e sfruttamento cui sono stati sottoposti durante la loro carriera di racer” commenta Pet Levrieri Onlus. “Ancora una volta la logica degli interessi umani è prevalsa a danno della vita dei greyhound. Ognuno di questi 101 greyhound è stato vittima della indolenza ipocrita di un’industria delle corse, che ha deciso di non impegnarsi per trovare una adeguata famiglia a questi cani”.

Le dure tecniche di addestramento a cui sono sottoposti i cani per le corse sono piuttosto note, e per molti servirebbe un percorso rieducativo a una vita famigliare normale. I cani che vengono allevati per diventare racer non hanno la possibilità di fare tutte le esperienze che un normale cucciolo può fare: non conoscono l’affetto di una famiglia, non sono socializzati con altre specie animali (anzi talvolta vengono utilizzate esche vive nell’addestramento, portandoli a considerare qualunque animale piccolo e peloso come una preda), o con i bambini, per esempio.

“Ovviamente rieducare cani che hanno avuto una tale situazione di deprivazione comporta un impegno economico e di tempo non indifferente” commenta Federica Villa Educatrice Cinofila presso l’Asilo Dog is Good “Sforzi che difficilmente sono attuabili nei rifugi e che le famiglie non sempre sono disposte ad affrontare”.

Sarebbe forse utile, dunque, trasferire questo costo sotto forma di tassa sugli allevatori? Potrebbe essere una proposta.

Martin Lenz, direttore del Queensland Racing Integrity Commission (QRIC) ha dichiarato, in merito all’alto numero di cani soppressi, che stanno cercando di educare gli addestratori e gli allevatori su come preparare al meglio i loro greyhound per affrontare una nuova vita come animali da compagnia, riporta l’ABC, e ha aggiunto che la commissione sta considerando l’idea di un programma di pre-controllo con cui monitorare il temperamento di un cane già durante la carriera da racer.

Fonte: Pet Levrieri Onlus, ABC
Foto: Wikipedia

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