Curiosità di Halloween: perché si dice che i gatti neri portano sfortuna?

La superstizione ha avuto origine nel Medioevo, ma qualcuno ci crede ancora oggi

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Oggi è Halloween e dunque parliamo di gatti neri. In Francia e Inghilterra sono considerati dei potenti talismani portafortuna. In Italia, invece, purtroppo, sopravvive ancora questa assurda credenza che associa il gatto nero a sfortuna, malocchio, e demonio. Ma da dove arriva questa credenza?Gatti neri Halloween

L’origine di questa leggenda è tutta Medioevale e legata alla necessità dei Papi cattolici di combattere le credenze pagane: nell’antico Egitto i gatti erano oggetto di venerazione, soprattutto in virtù della loro capacità di contenere le popolazioni di roditori dannose all’agricoltura. La divinità egizia Bast, o Bastet, dipinta con il corpo di una donna e la testa di un gatto, era dispensatrice di amore e fecondità. Anche nell’antica Grecia, in Cina e in India il gatto fu da subito considerato simbolo della prosperità e del benessere della famiglia, una sorta di divinità religiosa.

Questa connotazione tipicamente pagana (come del resto lo è la festa di Halloween) spinse Papa Gregorio IX a condannare il gatto come l’incarnazione di Satana, e con la bolla Vox in Rama ne decretò lo sterminio. I gatti neri avevano le caratteristiche perfette per essere associati alle forze oscure del demonio: dormivano di giorno e cacciavano di notte, erano difficilmente visibili al buio, solo i loro misteriosi occhi gialli brillavano nella notte. Inoltre i gatti sono in grado di muoversi nelle tenebre: ora sappiamo che questa capacità è dovuta alle sue particolari pupille, al fine udito e alle vibrisse, ma nel Medioevo tutto questo era associato al possesso di poteri occulti.

Un Medioevo, ricordiamolo, caratterizzato dalle invasioni di musulmani, pirati mori (che spesso ospitavano gatti a bordo per la caccia ai topi) e dai primi gruppi religiosi “eretici” in Europa, che si opponevano alla Chiesa di Roma: Valdesi, Catari e Umiliati.

Halloween Gatti NeriAnche Papa Innocenzo VIII (1484-1492) scomunicò ufficialmente tutti i gatti con la bolla papale Summis desiderante affectibus, emanata nel 1484. Allo scopo di reprimere in Germania l’eresia, il paganesimo e la stregoneria, in questo documento veniva dato mandato ai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer di stendere il vademecum della Santa Inquisizione: il Malleus Maleficarum, o Martello delle streghe.

Pubblicato per la prima volta nel 1486, divenne immediatamente quello che noi chiameremmo oggi un best seller. Nel testo si legge che bisogna diffidare del “gatto, un animale che è nelle Scritture un appropriato simbolo della perfidia (del male), così come un cane è il simbolo dei predicatori, perciò i gatti rappresentano sempre una trappola per quest’ultimi. E l’Ordine dei Frati predicatori è stato rappresentato dal suo fondatore come un cane che abbaia contro l’eresia“. Il gatto dunque viene indicato come simbolo del male e degli eretici.

Moltissimi gatti furono arsi vivi in tutta Europa, ma alla fine questa strage si ritorse contro chi l’aveva attuata: la drastica persecuzione dei felini fece aumentare considerevolmente il numero dei topi, che diffusero sul continente la peste. Le continue epidemie misero fine al massacro, ma purtroppo qualcosa di queste assurde superstizioni sopravvive sino ai giorni nostri.

Buon Halloween a tutti!

Fonti varie: Malleus Maleficarum, Acam.it
Foto: Pixabay

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