La California emana una legge contro le “fabbriche di cuccioli”

Nei pet store sarà possibile vendere solo animali provenienti dai rifugi

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La California è il primo Stato degli USA a obbligare i pet store a vendere cani, gatti e conigli provenienti dai rifugi. cuccioli californiaNonostante già 36 città, tra cui Los Angels, San Francisco e San Diego siano già intervenute con delle normative locali, questa legge nazionale rappresenta un enorme passo avanti nella lotta contro i grandi allevamenti.

A firmare la legge (AB 485), riporta in un articolo l’ANMVI, è stato il Governatore Jerry Brown. Il cosiddetto Pet Rescue and Adoption Act entrerà in vigore in California il primo gennaio 2019 e i negozianti che non si adegueranno rischiano una sanzione fino 500 dollari.

“L’AB 485 vieta agli operatori dei pet store di vendere cani, gatti e conigli che non provengano da un ente pubblico preposto al controllo degli animali, da un rifugio pubblico o privato o da una organizzazione di protezione animale che gestisce strutture di ricovero di animali” prosegue l’ANMVI. “Le vendite di questi esemplari sono subordinate alla loro sterilizzazione oltre che a requisiti di carattere documentale e amministrativo per una rendicontazione all’autorità pubblica”.

Il provvedimento ha subito riscosso il favore delle associazioni animaliste, che da anni si battono contro gli allevamenti intensivi di cuccioli, accusati di mettere il profitto davanti al benessere degli animali.

Di opinione contraria gli esponenti dell’industria dell’allevamento che criticano la legge in quanto metterebbe a repentaglio centinaia di posti di lavoro e non permetterebbe di distinguere tra allevatori seri e coloro che ricercano solo il profitto. Tuttavia la legge, riporta ancora l’ANMVI, non impedisce ai cittadini californiani di acquistare un animale domestico direttamente da un allevatore, ma è circoscritta alla commercializzazione nei pet store.

Di sicuro questa legge risponde a tre necessità fondamentali:

1 – obbligare chi è interessato ad acquistare un animale da un allevatore a recarsi nell’allevamento e a verificare le effettive condizioni in cui vengono tenuti gli animali;

2 – contrastare il fenomeno del traffico illecito di animali, e le “fabbriche” di cuccioli a poco prezzo, che muovono un business da capogiro anche in Europa;

3 – aiutare le associazioni animaliste a svuotare i rifugi. Ricordiamo che in molti stati americani è prevista l’eutanasia per i cani e i gatti che non vengono riscattati entro un certo numero di giorni dal loro accalappio. ENPA ha lanciato tal proposito un mail bombing diretto al sindaco di New York De Blasio proprio la scorsa settimana.

Fonti: ANMVI, The Independent
Foto: Pixabay

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