Riapre la stagione della caccia

300 mila persone hanno chiesto lo stop attraverso il mailbombing di ENPA. Già tre morti e un ferito tra i cacciatori

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Nonostante le proteste degli animalisti, si è riaperta ieri ufficialmente la stagione della caccia.caccia riapertura della stagioneLa stagione venatoria entra dunque nel vivo nonostante 300mila persone, attraverso i canali web di ENPA, abbiano in pochissimi giorni chiesto allo stesso esecutivo di fermare la caccia. Uno stop reso necessario dalla gravissima emergenza ambientale per la siccità e gli incendi che ha devastato intere popolazioni di selvatici e più di 100mila ettari di territorio, in buona parte protetto. Misure straordinarie di forte limitazione della caccia le aveva sollecitate persino l’Ispra, l’istituto scientifico di riferimento per la fauna selvatica, che dipende proprio dal ministero dell’Ambiente e che in genere è sempre prudente nelle proprie valutazioni.

“È gravissimo che le Regioni abbiano disprezzato il parere dell’organismo scientifico nazionale che ha denunciato in modo inequivocabile la situazione degli animali selvatici dopo eventi climatici e criminosi senza precedenti. In particolare, l’Istituto ha segnalato una grande preoccupazione per la mortalità di esemplari giovani e adulti, e le pesanti conseguenze sulla capacità riproduttiva degli animali anche negli anni a venire», dichiarano ENPA, LAC, LAV e LIPU, che proseguono: “Ci troviamo dunque di fronte a un enorme vuoto istituzionale in cui le Regioni, ancora una volta ostaggio dei fucili, non solo hanno violato e stanno ancora violando il principio di tutela della fauna selvatica sancito dalla legge nazionale 157/92, ma stanno anche rifiutando la facoltà – dalla stessa legge prevista – di intervenire con misure di divieto o di limitazione della caccia in presenza di eventi straordinari”.

Eccezion fatta per l’Abruzzo, non una sola istituzione in tutta la ‘catena di comando’ prevista dalla nostra Carta Costituzionale si è assunta la responsabilità di tutelare ‘beni’ costituzionalmente protetti quali la fauna e l’ambiente” denuncia la consigliera nazionale di ENPA Annamaria Procacci, responsabile biodiversità e ambiente per conto dell’associazione.

“Ma la caccia” prosegue Annamaria Procacci “ha già mostrato quest’anno la sua faccia mortale anche per le persone“. A poche ore dalla riapertura, infatti si sono registrati tre mortiuno in Trentino, uno a Bisacquino (PA), uno a Davagna (GE) – più un uomo gravemente ferito a Pontevico (BS). “La caccia, dunque, è anche una questione di sicurezza, una minaccia per i tutti i cittadini, che la politica continua a ignorare. Per molto meno lo scorso luglio, sempre in Trentino, è stato lanciato un ‘allarme generale sicurezza’, con la condanna a morte di un’orsa, madre di due cuccioli. In Italia una vera emergenza è costituita da chi spara, non dai selvatici. Ma il ministro Galletti e il Consiglio dei Ministri tacciono. Ci auguriamo invece che gli italiani facciano sentire la loro voce con le elezioni ormai alle porte” conclude l’ENPA.

Fonti: ENPA, LAC, LAV e LIPU

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