Lupo: il Trentino ci riprova con gli abbattimenti

ENPA esorta a difendere le greggi con la prevenzione. Gli abbattimenti, oltre che illeciti, potrebbero intensificare le attività predatorie

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

“Allo stato attuale ogni richiesta di abbattere esemplari di lupo, provenga essa dal Trentino o da qualsiasi altra regione italiana, è assolutamente illegittima. Con buona pace del Trentino, distintosi in queste settimane per un pulsione animalicida che trova ben pochi precedenti e ben pochi riscontri, il lupo continua infatti ad essere una specie particolarmente protetta” attacca l’ENPA, che nei mesi passati, insieme a tantissimi cittadini italiani e a tutte le associazioni animaliste nazionali, ha dato vita a una mobilitazione senza precedenti per dire no al massacro di questi animali, costringendo infine il ministro Galletti a sospendere il Piano Lupi. In quella circostanza le regioni avevano avuto un ruolo determinante nell’indurre a più miti consigli il titolare dell’ambiente. Lupo“Ma da allora non abbiamo più avuto notizie sul famigerato piano. Pertanto, è abbastanza singolare che oggi il Trentino si comporti come se qualcuno, non si sa bene chi, avesse aperto alla possibilità di prelievo del 5% sulla popolazione di lupi. Quella possibilità prevista proprio da un piano che nessuno sa che fine abbia fatto. Ma è ancora più singolare è il fatto che il Trentino, pur facendo parte dell’Italia da un secolo, pretenda di gestire la fauna selvatica con un’autonomia di potere che rasenta quella di uno Stato sovrano. Proprio come è accaduto con l’orsa KJ2″ dichiara ENPA che prosegue: “Tra l’altro, è bene ricordare che il Trentino si è già visto riconoscere sulla pelle degli animali numerosi privilegi faunistici, tra cui, ad esempio, il via libera all’uccisione di marmotte e stambecchi”. 

Insomma, la questione lupo è ancora sul tappeto, così come è da verificare il ricorso da parte degli allevatori – sottolinea l’ENPA – ai metodi ecologici e di prevenzione come la guardiania e il ricovero notturno degli animali. Allevatori che, secondo quanto riportato dal Il Dolomiti, nel 2016 hanno inoltrato agli uffici provinciali 32 denunce di danno accompagnate da 30 richieste di indennizzo, a fronte delle quali sono stati erogati indennizzi per complessivi 34 mila euro.

Come per l’orso – riporta sempre Il Dolomiti – anche per quanto riguarda il lupo la Provincia ha attivato un Gruppo di reperibilità forestale e faunistica e sta intensificando le attività di monitoraggio e controllo nelle aree dove è stata segnalata la presenza e l’attività di branchi di lupi.

Attività che con gli abbattimenti potrebbe intensificarsi invece di ridursi: “Gli abbattimenti non mettono in sicurezza i greggi, anzi, potrebbero addirittura aumentare il numero delle incursioni” ha affermato Christian Pichler, esperto di lupi del WWF austriaco all’Apa in una nota dell’ANSA, spiegando come l’uccisione di alcuni esemplari possa disgregare i branchi, dando origine a nuovi nuclei.

Alle Regioni, e al governo, ENPA ricorda che milioni di cittadini si sono mobilitati contro il Piano Lupi, nella parte che prevede l’uccisione. E da allora il piano sembra essere entrato in una fase di sospensione: “Ma se qualcuno pensa che questa pausa possa essere in qualche modo funzionale ai propositi animalicidi dei settori politici più retrivi” conclude ENPA “sappia che ogni tentativo del genere si scontrerà contro un mobilitazione totale”.

Fonti: ENPA, ANSA, Il Dolomiti
Foto: Pixabay

© Riproduzione riservata