Il caso di Angelo diventa un film

“Angelo – Life of a Street Dog”: arriva il cortometraggio per non dimenticare

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Nessuno di noi ha dimenticato la storia di Angelo, il randagio di Sangineto (CS) che ha pagato con la vita la sua innata fiducia verso gli umani. I suoi assassini hanno ricevuto, in primo grado di giudizio, una pena tanto esemplare quanto – precisa Lega Nazionale per a Difesa del Cane – irrisoria. Grazie al rito abbreviato, infatti, il massimo è sceso a 16 mesi anziché 24 e la pena è stata sospesa dato che gli imputati sono incensurati.Angelo - cortometraggio“Questa triste vicenda ha giustamente indignato tutta Italia e Angelo è diventato ben presto il simbolo di tutti quegli animali vittime di abusi, maltrattati e uccisi da persone crudeli e senza cuore. Per questo motivo, Newscapes Entertainment ha pensato di coinvolgere LNDC in un progetto a cui l’associazione ha creduto molto fin dall’inizio: un cortometraggio intitolato “Angelo – Life of a Street Dog” per onorare la memoria di questo dolce cane di strada e sensibilizzare più persone possibili sulla dura vita dei tanti randagi che ancora oggi popolano l’Italia” annuncia l’associazione.

“Voglio ringraziare innanzitutto il regista Andrea Dalfino”, afferma Piera Rosati, Presidente LNDC, “per averci scelto come partner ufficiale di questo ambizioso progetto. Grazie a questo cortometraggio la storia di Angelo farà il giro del mondo e sarà di monito per tutti. Andrea ha scelto di raccontare la storia con grande delicatezza e non ci saranno scene cruente. Al contrario abbiamo voluto dare spazio anche alle persone buone che Angelo, come ogni altro randagio, ha incontrato sulla sua strada.”

“Abbiamo voluto raccontare anche un pezzetto della vita di Angelo, non focalizzarci solo sulla sua morte per poter essere in grado di lasciare anche dei messaggi positivi e di speranza a tutti coloro che decideranno di guardare il nostro film”, aggiunge il regista Andrea Dalfino. “Ovviamente la fine tragica di Angelo è stata la molla che mi ha spinto a realizzare questo corto, perché non cada tutto nel dimenticatoio. E vorremmo anche che questa tragedia non sia avvenuta invano, da qui l’idea di devolvere tutti gli eventuali proventi a progetti in favore degli animali maltrattati.”

“Il mio grazie più grande va anche a Lapo, un cane di canile seguito dalla Sezione LNDC di Altamura, che per qualche giorno ha fatto rivivere Angelo regalandoci tante emozioni,” conclude Piera Rosati. “E ovviamente grazie a Roberto Marchesini e agli educatori cinofili SIUA per averci assistito durante le riprese e aver garantito il benessere di Lapo e degli altri animali coinvolti; grazie a tutti i volontari e agli amici che hanno partecipato e aiutato in questi giorni frenetici e impegnativi. Senza di loro non sarebbe stato possibile realizzare questo cortometraggio. LNDC continuerà a battersi per tutelare i più indifesi e per chiedere un inasprimento delle pene per chi commette reati a danno degli animali.”

Fonte: LNDC
Foto: Newscapes Entertainment

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