Ho adottato un ratto: come fare amicizia?

Ecco le regole per una corretta socializzazione

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Abbiamo visto nelle scorse settimane quali sono le sette cose da sapere prima di adottare un ratto. Ma una volta presa questa decisione, come comportarci quando lo abbiamo portato a casa?Ratto socializzazioneLa socializzazione con l’uomo è un argomento molto vasto che cercheremo di sintetizzare, fermo restando che ogni ratto è a sé, ha il suo carattere, le sue inclinazioni e il suo personale pacchetto di esperienze, date in larga misura da ciò che ha potuto conoscere dalle primissime settimane di vita fino a completo svezzamento e da lì fino al momento dell’adozione.

In base al livello da cui il nostro ratto parte, alcuni passi si potranno saltare (o meglio verranno automatici o saranno anticipati dal ratto stesso), mentre per un animale con particolari traumi alle spalle bisognerà procedere per gradi.

APPENA ARRIVATI A CASA
Mettiamoli nella loro gabbia, in cui deve essere presente obbligatoriamente un nido dove nascondersi, con cibo e acqua, eventualmente copriamo metà gabbia con un telo, e lasciamoli tranquilli ad ambientarsi, per qualche ora almeno.

In queste primissime fasi, soprattutto se i rattini sono particolarmente spaventati/poco socializzati, è preferibile una gabbia di dimensioni più modeste rispetto a quella definitiva (non più alta di 50 cm), oppure usiamo solo una parte della gabbia, se questa è divisibile tramite i ripiani.

Se questo non è possibile, cerchiamo di non riempirla con troppi accessori in cui possano nascondersi (tubi, nidi, ecc), ma lasciamo il minimo indispensabile, un nido chiuso, un’amaca, toilettes e ciotole; è bene che si sentano al sicuro, ma non devono passare da un nascondiglio all’altro senza mai affrontare l’esterno.

Nel nido mettiamo una nostra vecchia maglietta, dopo averla indossata un giorno, per far sì che i rattini familiarizzino con il nostro odore.

I PRIMI PASSI
Iniziamo ad approcciarci a loro facendogli ascoltare la nostra voce, facendo attenzione a rumori forti e movimenti bruschi che potrebbero spaventarli.

Gradualmente, desensibilizziamoli ai rumori normalmente presenti in casa, quindi non lasciamoli in una stanza del tutto isolata, passiamo più tempo possibile con loro, accendiamo tv e radio (inizialmente con volume basso) per qualche ora al giorno.

Ogni volta che ci avviciniamo alla gabbia facciamo un verso di richiamo (normalmente è sconsigliato il verso del bacio con il quale si chiamano i gatti: per loro suona come un forte squittio e li spaventa), così da avvertirli del nostro avvicinarci e che si abituino ad associarlo a noi.

Approcciamoli con il cibo: devono associare la nostra presenza a delle esperienze positive. Anche se inizialmente non prendono il cibo direttamente dalle mani, ogni volta che ci avviciniamo, e li chiamiamo, mettiamo in gabbia dei premi, gradualmente sempre più vicini a loro.

Abituiamoli fin da subito ad una gran varietà di cibi, proponendoli a rotazione insieme mangime che già conoscono, soprattutto verdure e premietti (le prime perchè faranno parte della loro alimentazione da adulti e devono imparare da subito ad apprezzarle, i secondi per facilitare le interazioni con noi). Possiamo poi passare al contatto diretto, la tecnica più utilizzata con i ratti è il cosiddetto Bagging.

Ratti bagging felpaIL BAGGING
Letteralmente ‘tenere in un sacchetto’ di stoffa (in inglese detto “bonding pouch”) da indossare, magari appeso al collo con un nastro, per permetterci di stabilire un primo contatto diretto con il rattino, senza doverlo costringere con le mani e senza avere il timore che cada; teniamo il rattino in braccio per farlo sentire più sicuro (al buio, al caldo – è consigliato anche tenerlo dentro la felpa che indossiamo, così che impari a riconoscere il nostro odore, che avrà già conosciuto per la maglia che abbiamo precedentemente messo nel nido), ma qualsiasi espediente simile è adatto.

Inizialmente basterà tenerli dentro la felpa/sacchetto senza fare niente (mettetevi al pc, a guardare la tv o altro), poi potrete iniziare a offrire premi in cibo, e infine a coccolarli delicatamente, per abituarli alle carezze.

Questo è un approccio d’urto, non necessariamente consigliabile (anzi, con esemplari già traumatizzati a volte è controproducente, bisogna valutare caso per caso), ma comunque di grande effetto sui ratti, in quanto hanno la capacità di imparare ed adattarsi molto in fretta.

Fisiologicamente, infatti, i ratti restano in tensione per non più di 20 minuti consecutivi, dopo i quali iniziano a rilassarsi, ed è per questo che consigliamo di effettuare queste ‘sedute di socializzazione’ per almeno 30 minuti di seguito, preferibilmente più volte al giorno.

Quanto più costanti e pazienti siamo, più risultati avremo, soprattutto nei cuccioli che spesso dimostrano un cambiamento drastico. Negli adulti il cambio ha un andamento più graduale, ma ugualmente importante.

Il bagging può essere effettuato in solitaria o in coppia, tenendo presente che in coppia è più facile che i rattini si tranquillizzino, ma è anche più facile che tendano a scappare.

Quando il ratto si sarà abituato a noi e al bagging, ci avrà preso come punto di riferimento, imparerà a salirci addosso o infilarsi nelle maniche della felpa, e le interazioni saranno molto facilitate.

E quando avremo conquistato la loro fiducia, potremo iniziare a farli uscire liberamente dalla gabbia, sul divano, sul letto e per terra, vedremo che alla prima insicurezza correranno da noi per cercare riparo, perchè saremo il loro punto di riferimento.

In collaborazione con Rat Rescue Italia
Foto: Pixabay

Rat Rescue ratto

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