Bali: sembrano spiedini di pollo, in realtà è carne di cane

Oltre che dell’industria alimentare, i cani sono vittima anche di quella della moda

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Siete stati in Indonesia, più o meno di recente? Avete mangiato carne di pollo? Non è assolutamente una certezza, potreste non aver consumato normale carne bianca, ma carne di cane.carne di cane BaliLa denuncia parte da Animals Australia, i cui collaboratori hanno filmato alcuni venditori di Bali intenti a commercializzare quelli che venivano definiti ‘satay di pollo’, degli spiedini grigliati, che in realtà erano composti da piccoli bocconi di carne canina.

In Indonesia, il consumo di questo tipo di carne non è illegale, tuttavia i venditori di strada segnalati da questi testimoni oculari la spacciavano per carne di pollo, probabilmente per venire incontro ai gusti dei turisti di passaggio e incentivare così le vendite.

Secondo quanto afferma Animal Australia, è pratica comune prelevare i cani dalle strade di Bali per poi avvelenarli, oppure ucciderli barbaramente mediante strangolamento o addirittura bastonate.

Il fenomeno ha un’estensione allarmante: l’industria della carne di cane balinese provoca la morte di un numero di cani sette volte superiore a quanto accade durante il festival di Yulin, in Cina. Animal Australia, tuttavia, può contare su un proprio team sul territorio – e nello specifico proprio a Bali – che sta combattendo per fermare una volta per tutta il commercio di carne canina.

Quello della carne di cane non è l’unico problema legato alla sopravvivenza dei nostri amici quattro zampe. La PETA, l’organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali, da tempo si batte per vietare l’importazione di pelli di cane negli Stati Uniti d’America.

In questo caso, il grosso della merce proviene dalla Cina, dove cani e gatti spesso vengono uccisi per il loro pellame. Un’indagine di PETA Asia ha accertato che un singolo macello può riuscire a uccidere e scuoiare anche centinaia di cani al giorno.

Le pelli così ottenute verrebbero poi etichettate deliberatamente in modo errato, e commercializzate in tutto il mondo. Quindi, anche se su un capo di abbigliamento è indicata la provenienza dall’Italia o dagli Usa, i materiali grezzi spesso sono importati dalla Cina, e in questo caso diventa davvero difficile risalire a quale animale appartiene la pelliccia.

Fonte: Peta

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