Caso Angelo: respinta la ‘messa alla prova’ per i quattro imputati

Oggi in aula a Paola (CS) per la seconda udienza: chiesti 16 mesi di carcere ciascuno, senza sospensione della pena

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Si svolta oggi al Tribunale di Paola (CS) la seconda udienza del procedimento con rito abbreviato a carico dei quattro giovani accusati di avere seviziato e ucciso il cane Angelo.Angelo_27 aprileL’udienza ha visto la costituzione di 18 associazioni come parte civile, ma sopratutto ha confermato il rigetto della domanda di messa alla prova presentata dagli imputati.

“Se fosse stata accolta” commenta l’ENPA “il processo si sarebbe sospeso e il reato si sarebbe estinto al termine della misura alternativa disposta dal giudice a carico degli imputati”.

Per i quattro giovani – riporta ENPA nel comunicato emesso questo pomeriggio – il PM ha chiesto una condanna a 16 mesi ciascuno, senza sospensione della pena.

L’Ente Nazionale Protezione Animali, che ha aderito a tale richiesta, ha comunque sottolineato l’opportunità di riconoscere l’aggravante dei futili motivi unitamente a una dichiarazione di pericolosità sociale degli imputati. Dopo l’intervento delle difese, il giudice ha rinviato l’udienza al 26 maggio per le repliche e la lettura del dispositivo.

“In attesa della sentenza” commenta la presidente nazionale di ENPA, Carla Rocchi “mi sembra che oggi, con il rigetto della messa alla prova, vi sia un primo punto a favore di tutti coloro i quali chiedono giustizia per Angelo. L’auspicio di tutti noi è che agli imputati in caso di condanna non sia concessa alcuna attenuante: le torture inflitte al povero animale e il modo in cui è stato finito sono un chiaro indice se non di pericolosità quanto meno di allarme sociale. Ma, soprattutto, bisogna dare un messaggio chiaro ed inequivocabile. Bisogna dire che nel nostro Paese per i reati a danno gli animali è tolleranza zero”.

Fonte: ENPA, OIPA
Foto: Animalisti Italiani

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