Uccellini fuori dal nido: raccoglierli e soccorrerli o lasciarli li?

Dipende da molti fattori: il tipo di uccello, le condizioni fisiche e i possibili pericoli imminenti. Ecco i consigli della LIPU

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In primavera, può capitare di trovare un nidiaceo (un piccolo di uccello) durante una passeggiata nel bosco, ma anche nel giardino di casa, o sul marciapiede. Bisogna raccoglierlo e soccorrerlo, o lasciarlo li? Dipende. Vediamo perché.MERLOGran parte dei nidiacei abbandona spontaneamente il nido (per esempio merli, passeri, civette) quando ancora non è un perfetto volatore: questi animali non sono abbandonati ma accuditi dai genitori, che li accompagnano nella graduale autonomia attraverso le ‘cure parentali’ tipiche di ogni specie. Dunque, raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori, sicuramente più valide del più esperto e attento veterinario.

Secondo quanto consigliato dalla LIPU, prima di raccogliere un nidiaceo ci sono due situazioni che dobbiamo sempre valutare: se sono nidiacei feriti o in reale stato di pericolo (se di piccola taglia minacciati da gatti o altri predatori o finiti in mezzo alla strada) e per sopravvivere hanno bisogno di cure da parte dell’uomo; se sono nidiacei sani, anche se ancora incapaci di volare e non sono in pericolo, devono essere lasciati in quel luogo.

Spesso la fonte di pericolo può essere eliminata, per esempio trattenendo un animale domestico (cane o gatto) in casa, o spostando il piccolo uccello di qualche metro dalla potenziale minaccia, o comunque vigilare sul nidiaceo fino a che non lo si ritenga più al sicuro. “Non è vero che i genitori abbandonano i propri pulcini se toccati dalle persone che tentano di spostarli da un pericolo imminente” specifica l’associazione.

Ma chiaramente una cosa è spostarli, una cosa abituarli a vivere a contatto con l’essere umano: “ricordiamo che la detenzione e l’allevamento dei selvatici da parte dei privati sono vietati dalla legge e che errate pratiche di soccorso e allevamento dei nidiacei possono determinare il fenomeno dell’imprinting, compromettendo la possibilità dell’animale di tornare in natura” avverte la LIPU. “Nei Centri Recupero LIPU si adottano tecniche volte a limitare il contatto umano con tutti i degenti selvatici, proprio per scongiurare l’imprinting sull’uomo”.

RONDINI 2E se troviamo un Rondone ferito o fuori dal nido?
Questi uccelli non abbandonano il nido fino a che non sono completamente autosufficienti. “Per loro quindi non valgono le stesse indicazioni di soccorso che abbiamo dato per gli altri nidiacei” spiega la LIPU. “I rondoni (in Italia si riproducono tre specie: Rondone comune, Rondone pallido e Rondone maggiore) sono uccelli particolari e delicati. La natura li ha selezionati per vivere l’intero ciclo vitale in volo. Si posano solo nei nidi. Per questo posseggono zampe molto corte che non consentono loro di spiccare il volo dal suolo né di camminare alla ricerca di cibo. Capita tuttavia che questi uccelli, sia adulti che giovani immaturi, atterrino per errore o incidente al suolo. In questi casi il soccorso da parte dell’uomo è indispensabile”.

Prima di prestare aiuto a un Rondone è necessario capire se si tratta di giovane individuo incapace di volare o di un adulto sano.

Il Rondone adulto si distingue dal giovane perché quando le ali sono in posizione di riposo si incrociano sul dorso superando la coda di circa 2-3 cm. L’apertura alare è di circa 2 spanne e la silhouette disegna una falce. Un Rondone comune adulto, senza ferite, spesso torna a volare grazie alla semplice operazione di lancio, che deve essere effettuata in luoghi aperti vicini al sito di ritrovamento (non da balconi o posizioni elevate). Se dopo il lancio dovesse planare nuovamente al suolo, serve invece il ricovero in un Centro Recupero.

Il Rondone giovane ha ali tendenzialmente corte che in lunghezza non superano mai la coda e al massimo si incrociano di poco sul dorso. Spesso sono visibili i calami alla base delle penne (astucci cheratinici che contengono piumaggio in crescita). Il Rondone giovane, anche se in buona salute, non è in grado né di camminare né di volare e alimentarsi. Nessun tentativo di involo va operato. Serve invece il soccorso e la consegna a un Centro Recupero. Nell’attesa del ricovero lo si può adagiare in un contenitore di cartone e al caldo, foderato con dei fogli di giornale.

Se è necessario nutrire il Rondone in attesa di ricovero, è possibile fornire piccole palline di carne macinata cruda di manzo, camole del miele, camole della farina (le camole si possono acquistare presso i negozi di pesca sportiva). Mai dare molliche di pane, latte o derivati del latte. Somministragli acqua da un contagocce o attraverso una siringa senza ago o anche con la punta del dito, lasciando cadere una goccia alla volta lateralmente sul taglio del becco. Importante: questo tipo di alimentazione è un rimedio di emergenza e non deve protrarsi nel tempo.

Fonte: LIPU
Foto: Pixabay

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