Nuovo raid punitivo contro i gatti del Parco dell’Umanità a Barletta

E’ il quinto attacco, denuncia l’ENPA: finora le sassaiole hanno ucciso due cuccioli, trovati con la testa fracassata, e ferito un adulto

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Non c’è pace per la colonia felina del colonia felina del Parco dell’Umanità, a Barletta.cat-1265779_960_720

Secondo quanto riportato dall’ENPA, la sera del 19 aprile, ignoti hanno scagliato una vera salva di pietre contro gli animali, distruggendo le tre casette costruite dai volontari come riparo per i felini.

“Fortunatamente il gesto di intolleranza, l’ennesimo contro questa colonia, non ha avuto conseguenze più gravi” ha commentato la Protezione Animali. Al momento non si hanno notizie di animali feriti né morti. I volontari dell’ENPA di Barletta, con Annarita Distaso, stanno comunque facendo le opportune verifiche per accertarsi che tutti i 15 gatti della colonia siano in buone condizioni di salute.

La volontaria ENPA infatti è giunta sul posto non appena è stata informata dell’attacco. “Ho assistito da una scena davvero surreale, con lo spazio destinato ai gatti, un centinaio di metri quadrati in tutto, ‘bombardati’ da una trentina di pietre di grandi dimensioni. I gatti” spiega Annarita “devono aver capito cosa stava accadendo e sono riusciti a scappare”.

283x300_2017421175857146Ma non sempre le cose hanno avuto un epilogo così positivo. I cinque attacchi finora subiti dalla colonia hanno lasciato sul campo due cuccioli, trovati con la testa fracassata; mentre un altro gatto, un adulto, è stato trovato in fin di vita. Soccorso in extremis, l’animale è sopravvissuto miracolosamente.

Le aggressioni contro la colonia di Parco dell’Umanità, vere spedizioni punitive secondo l’ENPA di Barletta, “sarebbero poste in essere dai residenti, i quali evidentemente non sopportano – contro ogni logica e buon senso – la presenza dei gatti. Altrettanto inaccettabile, poi, è il fatto che chi della colonia è responsabile, vale a dire il Sindaco, abbia fatto poco o nulla finora per prevenire il ripetersi dei raid e individuarne gli autori”. “Eppure” prosegue Annarita Distaso “i gatti liberi sono tutelati e protetti dalla legge”.

Per questo ENPA “rinnova la propria richiesta al sindaco affinché siano adottate tutte le opportune misure di prevenzione contro nuove aggressioni, a partire dall’installazione di telecamere e dalla costruzione di una recinzione. In mancanza di ciò, per quanto di sua competenza, il primo cittadino sarà ritenuto responsabile di nuovi attacchi contro i gatti del Parco”.

Fonte e foto: ENPA

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