Il Sudafrica autorizza il commercio interno di corni di rinoceronte

Secondo la Corte Costituzionale il provvedimento incrementerebbe le vendite legali. Ma per gli ambientalisti aumenterà solo il bracconaggio

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Con una decisione che ha già sollevato numerose polemiche, la Corte Costituzionale del Sudafrica ha annullato il divieto nazionale sul commercio dei corni di rinoceronte. “Questa Corte ha stabilito che l’applicazione a tale legge debba essere interrotta”: questo è quanto afferma la sentenza, che mette la parola fine al divieto sulla compravendita entro i confini del Paese. Resta in vigore, tuttavia, il divieto alla loro esportazione, stabilito sin dal 1977 dalla CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione).

rinoceronteLa decisione è stata accolta con favore da parte degli allevatori di rinoceronti che, oltre a ricavare un notevole guadagno economico dalla vendita dei corni o di parti di essi, affermano che un commercio legale può essere una soluzione efficace contro il fenomeno del bracconaggio.

Non dello stesso avviso sono i gruppi impegnati nella protezione degli animali, che temono l’esatto contrario, cioè che la nuova legge abbia anzi come effetto quello di incentivare la caccia illegale. “Dal momento che non esiste un mercato per questo genere di prodotto in Sudafrica”, ha sottolineato Leigh Henry, senior policy adviser presso il WWF, “tale decisione può solo aprire le porte a un commercio illegale di portata internazionale. Il Sudafrica deve continuare a concentrare i suoi sforzi nel cercare di fermare il bracconaggio, perseguendo le associazioni criminose coinvolte da questo genere di traffici”.

In Sudafrica vivono circa 20 mila rinoceronti, oltre l’80% della popolazione globale totale, e si stima che circa un terzo di essi sia ‘di proprietà’ di allevatori privati. Nonostante la presenza di allevamenti – ricordiamo che, a differenza delle zanne degli elefanti, il corno del rinoceronte è in grado di ricrescere – i rinoceronti selvatici vengono regolarmente uccisi per le loro corna, che spesso sono impiegate come ingrediente nella medicina asiatica tradizionale. Secondo il WWF, dal 2007 al 2014 il bracconaggio di rinoceronti è cresciuto di ben il 9.000%, causando la morte di 1.215 esemplari, contro i 13 di soli dieci anni fa.

Fonte: nytimes.com

© Riproduzione riservata