Canile di Palermo: ancora in stand by la sorte dei 29 cani affidati ad Aivac

I lavori che dovevano partire il 3 aprile sono slittati in attesa di decidere a chi saranno affidati i cani

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Tutto fermo al canile di Palermo. Il grosso dei 110 cani, che da programma dovevano essere trasferiti in altre strutture in vista della ristrutturazione che doveva partire oggi, è stato affidato alle associazioni designate ad accoglierli, ma resta ancora il nodo dei 29 animali affidati ad Aivac, l’associazione ragusana contestata dalle associazioni nazionali perché come riferisce OIPA “un’associazione non riconosciuta e dalla dubbia reputazione”.

appello-sito-1Il tavolo convocato in prefettura non ha ancora deciso, infatti, per la sorte di questi cani, sebbene in Comune si stiano adoperando per trovare una rapida soluzione che metta d’accordo tutti e che sopratutto faccia partire i lavori di ristrutturazione.

Chiusa (si far dire) l’emergenza, restano le polemiche: “La continua creazione di bandi per associazioni che si accollino lo spostamento di gruppi di cani in altri canili d’Italia per svuotare una struttura perennemente al collasso, è un inutile tentativo di svuotare il mare con un cucchiaino, oltre che un pericoloso focolaio di facile lucro per rifugi privati” ha commentato l’OIPA all’indomani della conferenza stampa tenuta dal Sindaco di Palermo, che ha aggiunto “La situazione da ‘canile lager’ che l’attuale amministrazione ha ereditato non è cambiata dal 2012 a oggi nonostante gli investimenti menzionati anche in conferenza stampa, che avrebbero dovuto essere indirizzati, ad esempio, verso politiche di sensibilizzazione e sterilizzazione di cani padronali, le cui cucciolate vengono sistematicamente abbandonate davanti al canile. E’ inoltre controproducente destinare fondi per la ristrutturazione di una struttura profondamente inadeguata, senza aree verdi per lo sgambamento, e posizionata in pieno centro abitato, con una ‘succursale’ che non nasce neppure come canile, ma come mattatoio”.

“I provvedimenti pubblicizzati dall’amministrazione comunale per incentivare le adozioni non hanno i giusti presupposti, ovvero quello di avere adozioni consapevoli e ben verificate, ma solo di fornire un incentivo economico, che di fatto può portare ad adozioni frettolose, se non gestite da controlli pre e post affido condotti da personale qualificato. Altro impatto e utilità avrebbe trasformare la cifra corrisposta per ogni cane in buoni per acquisto cibo o per cure veterinarie” ha concluso l’associazione.

Per chi fosse interessato ad adottare un cane del Canile di Palermo: adozionicanilepalermo@gmail.com

Fonte: Giornale di Sicilia, OIPA

 

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