Lombardia, il nuovo Regolamento anti randagismo bocciato dalle associazioni

Alcune novità positive non controbilanciano due gravi mancanze

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La Giunta Regionale della Lombardia potrebbe approvare un nuovo Regolamento attuativo della legge sulla tutela degli animali di affezione fortemente contestato dalle associazioni animaliste.cat-and-dog-775116_960_720Alcune associazioni lombarde, infatti, lanciano l’allarme: “Questo testo ci riporta indietro di almeno 10 anni rispetto le politiche efficaci di contrasto al randagismo ed al lavoro da noi svolto. Non ci capacitiamo. Stralciati alcuni principi cardine che hanno reso la Lombardia una delle Regioni modello in Italia ed all’avanguardia nel contrasto al randagismo”.

Il testo predisposto, se da un lato prevede novità positive, dall’altro, secondo le associazioni Animare Onlus, Amici del Randagio, Vita da Cani Onlus, presenta gravi e inspiegabili mancanze laddove abolisce le distanze massime – fino a oggi previste in 30 km – tra Comune e canile convenzionato: questo significa che i cani trovati vaganti potranno essere trasferiti in canili distanti centinaia di chilometri dal comune appaltante, addirittura fuori Regione.

“Abolire le distanze previste” avvertono le associazioni “significa favorire la nascita di mega strutture, sradicate dal territorio, difficili da controllare, più vicine al concetto di ‘luoghi ove dimenticarsi del problema’ piuttosto che luoghi di transito temporaneo per animali in vista di un’adozione, con un enorme aggravio della spesa pubblica e il rischio, concreto, di perdere il rapporto con la cittadinanza. I cittadini Lombardi, se smarriscono il proprio animale, potrebbero doversi recare lontanissimo, persino in Regioni molto distanti. I Comuni perderebbero ogni capacità di vigilanza e partecipazione nella gestione del servizio. Le famiglie che vogliono adottare un cane perderebbero i riferimenti attuali e si vedrebbero costrette a rinunciare, oppure percorrere centinaia di chilometri, senza contare che mancherebbe l’apporto essenziale di tanti volontari che ogni giorno accudiscono gli animali nelle numerose strutture”.

Inoltre, aggiunge Lega Nazionale per la Difesa del Cane “è scomparso ogni riferimento alla prelazione delle Associazioni o enti aventi finalità di protezione degli animali nella assegnazione di convenzioni per la gestione dei canili e dei rifugi. Tale prelazione, oltre ad essere prevista dalla Circolare ministeriale n. 5 del 14 maggio 2001 in attuazione della Legge Quadro 281/91, consente e assicura un maggiore controllo e una maggiore attenzione al benessere degli animali sia per quanto riguarda le loro condizioni di vita sia per le attività dirette al loro affidamento, così come affermato nella suddetta Circolare”.

Piera Rosati, Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, commenta così: “Entrambi questi fattori fondamentali erano presenti nel precedente Regolamento e il motivo per cui sono stati eliminati appare decisamente inspiegabile e pericoloso. Spiace vedere che la Regione Lombardia, da sempre presa a modello per l’attenzione e le politiche rivolte al benessere animale, sia incappata in questo errore che mi auguro fortemente sia dovuto a una svista e non a una precisa volontà politica.”

Fonti: Animalisti Onlus, LNDC
Foto: Pixabay

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