Dopo 46 anni si torna a sparare ai lupi

La protesta delle associazioni contro il nuovo Piano Nazionale di Gestione del Lupo. Qui la petizione

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Martedì la riunione tecnica della Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo “Piano di Gestione del Lupo” che, dopo 46 anni di protezione, consente di uccidere i lupi in deroga alle norme di tutela. Il testo ora passa, per il voto finale del prossimo 2 febbraio, al Governo e ai Presidenti delle Regioni.

lupo“In quella data il Piano Nazionale di Gestione del Lupo sarà definitivamente esaminato: chiediamo quindi a tutti i Presidenti delle Regioni, che saranno ascoltati durante la riunione della Conferenza Stato Regioni, di schierarsi come ha fatto il Lazio, e di fare propria la dichiarazione Viva il lupo diffusa via twitter dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, votando contro l’uccisione dei lupi” afferma la LAV.

“Per i lupi” affermano LNDC, ENPA, LAC, LAV, Legambiente e Lipunon sono possibili abbattimenti realmente selettivi e gli effetti di tali abbattimenti sono sempre imprevedibili. I comportamenti predatori non diminuirebbero ma potrebbero invece aggravarsi (i lupi giovani, infatti, potrebbero abbandonare il branco esistente per cercare una nuova area in cui fondare un nuovo branco – n.d.r.), come successo in altri Paesi. Infine, la misura degli abbattimenti non avrebbe alcun effetto positivo sulle tensioni sociali e anzi potrebbe aggravarle, con la richiesta di nuovi e continui abbattimenti e una maggiore tolleranza verso atti di bracconaggio e di giustizia privata“.

Anche l’OIPA si oppone fortemente, e in una nota spiega, attraverso il pensiero di Osvaldo Negra, biologo, etologo, master in zoologia degli animali selvatici, attualmente ricercatore presso il Museo di Trento, come “in sostanza è bene insegnare ai lupi a non predare con i mezzi dissuasivi ben collaudati oggi esistenti e tenere vivo e vegeto quel branco che abbia imparato a evitarlo” conclude Negra.

Inoltre, secondo le associazioni, non esistono dati precisi e attendibili sulla popolazione di lupi in Italia quindi questo piano potrebbe compromettere lo stato di conservazione del lupo nel nostro Paese.

Secondo il Ministero, invece, non sarebbe un vero via libera alla caccia: il piano (la cui redazione avrebbe coinvolto oltre 70 tra i massimi esperti dell’argomento, oltre all’Istituto per la Protezione Ambientale – ISPRA) , prevedrebbe 22 azioni di conservazione della specie e affronterebbe “anche il tema nodale della risoluzione dei conflitti con le attività dell’uomo, nel pieno rispetto della normativa comunitaria e di quella nazionale”. Tuttavia “proprio a questo scopo, il testo concede in casi eccezionali la possibilità di attivare deroghe al divieto di rimozione di singoli esemplari di lupi, già prevista dalle norme italiane ed europee, avviando un percorso strettamente regolamentato e caratterizzato da rigorose azioni di prevenzione”.

Intanto la petizione lanciata in rete per salvare i lupi italiani ha già superato in poche ore le 65 mila firme. Qui il link per sottoscriverla:

box PETIZIONI

Fonte: OIPALNDC, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, Lipu, Ministero dell’Ambiente
Foto: Pixabay

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