Campobasso, Laterza, Ginosa: canili sepolti dalla neve liberati dai volontari

Lega del Cane denuncia la latitanza delle istituzioni. Ora servono cibo, coperte, paglia e segatura: si moltiplicano le raccolte in tutta Italia

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Migliaia di animali irraggiungibili dentro i box coperti da muri di neve. 300 a Campobasso, 300 a Laterza (TA), 600 a Ginosa (TA): sono i cani che hanno rischiato di morire assiderati, sepolti dalla neve per l’emergenza verificatasi negli ultimi giorni nel sud Italia.

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Campobasso dopo la tormenta

Previsioni meteo più che annunciate ma che non hanno messo in allarme le istituzioni, come denuncia la presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Piera Rosati, intervenuta a Campobasso in seguito alle segnalazioni giunte da volontari indipendenti, per sollecitare gli enti a intervenire: Comune, Protezione civile, Vigili del Fuoco, ASL veterinaria. “In Comune non rispondeva nessuno, è sabato… Ci risulta che nessun mezzo nella tarda mattinata avesse ancora provveduto a rendere agibile la strada per il canile, così da poter prestare i primi soccorsi. Solo dopo numerosi solleciti e comunicazioni telefoniche e via e-mail a tutte le autorità preposte, LNDC ha appreso che nel pomeriggio si sono finalmente mossi dei mezzi per raggiungere i volontari locali che si erano incamminati già dalla mattina per tentare di arrivare al canile senza successo a causa delle drammatiche condizioni delle strade”. Qui il video dei volontari che cercano di raggiungere il canile nella tormenta.

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Campobasso

“La reazione all’emergenza di questa nevicata è la fotografia perfetta dell’Italia inerte, perennemente impreparata, che non sa come pulire le strade che conducono a una struttura per soccorrere centinaia di cani prigionieri del gelo. Ma di più. Ancora una volta i volontari sono costretti a sostituirsi alle istituzioni, gravemente latitanti davanti alle esigenze degli animali, rischiando in prima persona e affrontando la bufera per tentare di raggiungere il canile”, commenta Piera Rosati. “È vergognoso che le numerose ispezioni del ministero della Salute, a fine anni 2000, e i piani per rendere più civile una struttura inidonea ad ospitare in sicurezza i cani, non abbiano fatto maturare negli amministratori locali la cultura della prevenzione. Come se nulla fosse accaduto. Randagismo all’anno zero, spicca l’inefficienza nei ritardi di soccorsi tempestivi ed emerge la cultura dell’abbandono, dei cani vaganti e di quelli in canile, lasciati al proprio destino per lunghissime ore. Come se la tormenta di neve non l’avesse preannunciata nessuno”.

Sono state tantissime le associazioni che si sono mobilitate a favore dei canili colpiti: i volontari più vicini sono partiti alla volta delle strutture coinvolte per aiutare a spalare la neve e ad accudire i cani, ma diverse si stanno organizzando in tutta Italia per raccogliere cibo e coperte per i randagi e paglia e segatura per tenere asciutti i box. Potete contattare l’associazione più vicina a voi e chiedere se stanno preparando una spedizione di aiuti oppure potete mettervi direttamente in contatto con i responsabili dei canili in difficoltà a questo link.

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Laterza

Le previsioni danno ancora neve fino a mercoledì 11 gennaio. L’emergenza non è finita. 

Fonti e foto: Anta Onlus, LNDC
Video: Alessandro Vitale (Canile di Campobasso)

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