Anche la Cina verso i test cruelty-free

Il governo cinese sta per riconoscere come attendibile il primo metodo di sperimentazione per i cosmetici non basato sugli animali

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La Cina celebra un’importante vittoria per la tutela degli animali con l’approvazione, da parte del governo cinese, del primo test cruelty free destinato ai cosmetici.conigli_test_cinaQuesta storica decisione è il frutto di quattro anni di duro lavoro da parte degli scienziati dell’Institute for In Vitro Sciences, il cui operato sul territorio cinese è stato finanziato da una donazione da parte della PETA, l’organizzazione internazionale a sostegno dei diritti degli animali.

È già da alcuni anni che in Cina si parla di test alternativi rispetto a quelli comunemente usati. Ricordiamo che in questo Paese la sperimentazione sugli animali per valutare la sicurezza dei cosmetici è obbligatoria non solo per le aziende di origine cinese, ma anche per le moltissime società esportatrici internazionali, costrette a pagare per costosi e crudeli esperimenti sugli animali pur di riuscire ad avere uno sbocco su questo importante mercato. Una pratica crudele che la stessa PETA aveva segnalato nel 2012.

Oggi, finalmente, le autorità governative nazionali hanno annunciato che presto riconosceranno, per la prima volta nella storia, la validità di un test che non viene effettuato sulla pelle dei più indifesi. Il metodo di sperimentazione a essere riconosciuto a livello nazionale è il 3T3 Neutral Red Uptake Phototoxicity Assay, che misura – senza ovviamente coinvolgere in nessun modo alcun animale – la potenziale tossicità degli agenti chimici usati nei prodotti cosmetici, nel momento in cui questi vengono a contatto con la luce del sole.

Tale test, ormai ampiamente diffuso sia negli Stati Uniti che in Europa, è stato promosso proprio dagli scienziati dell’Institute for in Vitro Sciences che, supportati economicamente dalla Peta, per quattro anni hanno prestato la propria opera in Cina, condividendo le proprie conoscenze e fornendo una guida su come arrivare a sostituire i test sugli animali – pratiche disumane e, oltretutto, spesso poco affidabili – con alternative più efficaci, etiche e cruelty-free.

Fonte: Peta
Foto: Pixabay

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