Il Cinodromo di Macao verso la chiusura definitiva, ma i cani continuano a morire

Il progetto di Anima Macau: un Santuario nel Sud del Portogallo

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Siamo ormai in una fase molto delicata per il Cinodromo di Macao, il solo e più importante di tutta l’Asia, che in 50 anni di attività ha visto morire tra i 16 mila e i 18 mila greyhound.

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Albano Martins, Presidente di Anima Macau in una lettera inviata all’associazione Pet Levieri Onlus delinea un quadro molto preciso di quanto sta succedendo in Cina: “Il Cinodromo non sta più ricevendo nuovi cani dato che le gare dovranno chiudere per decisione del Governo”.

Ma i greyhound continuano a morire. Sebbene infatti il numero e la frequenza delle gare dal 2014 siano diminuiti – da 18 gare al giorno alle attuali due alla settimana – secondo i calcoli di Anima Macau sarebbero comunque 52 i cani uccisi dall’inizio dell’anno alla fine dello scorso novembre. Nel 2015 il numero medio di cani abbattuti è stato di 24 al mese e nel 2014 di 30.

Una forte accelerazione verso la dismissione è stata data dalla decisione dell’Australia di porre una serie di ostacoli alle esportazioni, ma l’Irlanda, dove le gare sono un fenomeno molto seguito, non ha cessato di vendere in Cina la sua “merce”, tanto che è di pochi giorni fa la notizia che nove cani sono stati battuti all’asta proprio sul mercato asiatico delle corse.

Le associazioni si stanno battendo per poter ritirare “vivi” tutti i cani ancora attualmente impiegati nel cinodromo “Non hanno ancora risposto alla nostra richiesta di poter avere tutti gli animali prima che vengano uccisi” scrive Albino Martins nella lettera ” Sono fortemente convinto che se il governo non sarà in grado di ottenere la cessione dei cani saremo di fronte a due soli scenari possibili: o moriranno tutti, o verranno venduti in Cina e in Vietnam per le corse fuori dai circuiti ufficiali o per essere mangiati

Anima Macau nella speranza che tutto questo non accada, nel frattempo si sta muovendo per accogliere gli ex corridori sopravvissuti. Con l’aiuto del Governo portoghese sta infatti pianificando di creare un santuario a Evora, nel Sud del Portogallo, che possa accogliere 2 mila animali. Il rifugio verrebbe realizzato su una superficie di 50 ettari e la creazione sarebbe completamente a spese dell’associazione: un progetto ambizioso che richiederà – ammesso di riuscire a ottenere l’espatrio dei cani dalla Cina – il sostegno di tutti.

Potete continuare a sostenere qui la petizione contro il Cinodromo di Macao: 

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Fonte: Pet Levrieri Onlus
Foto: Facebook

 

 

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