Corea: a Seongman stop alla macellazione di cani in piazza

Svolta culturale? Presto per dirlo. Forse più un restyling di immagine

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Primi passi verso la svolta nel consumo di carne di cane in Corea. A Seongman, dove ha sede uno dei più grandi centri di commercio di carne canina – il mercato di Moran – di cui attivisti e associazioni di tutto il mondo chiedono da tempo la chiusura, non si potrà più macellare.

yellow-dog-farm6L’iniziativa si inserisce all’interno di un progetto di riqualificazione del mercato urbano di Seongman che, aperto negli anni ’60, è il terzo maggiore centro di approvvigionamento per la carne di cane in Corea.

Si stima che quasi 80 mila cani passino – vivi o morti – da questa piazza commerciale: i cani, fino ad oggi, venivano esposti in minuscole gabbie così che i clienti potessero scegliere “il capo” migliore da farsi preparare.

Secondo quanto appreso da fonti di stampa internazionale, il Sindaco della città coreana avrebbe inoltre disposto degli incentivi per i 22 macellai presenti affinché passino ad altre attività.

“Il movimento animalista internazionale” commenta Carla Rocchi, Presidente di ENPA “ha ottenuto una vittoria importantissima, una di quelle che possono preludere a grandi cambiamenti, ma la guerra non è ancora vinta. Molto resta ancora da fare, nella stessa Corea, a partire dalla concreta applicazione del bando. Confidiamo comunque in un effetto domino, in un contagio virtuoso al resto dell’Asia: anche il famigerato Festival di Yulin (Cina) potrebbe avere le ore contate”.

Preoccupazioni più che lecite quelle della Presidente di ENPA: nonostante il provvedimento resti una grande conquista, non sancisce di fatto il divieto di vendita di carne di cane in Corea. Infatti, nessuna legge è stata promulgata dal governo coreano in proposito. La realtà, o meglio il pericolo, come riporta il Korea Herald, è che il provvedimento sia più frutto delle lamentele ricevute per i rumori e gli odori prodotti dalla macellazione e dai resti delle carcasse, che da una vera svolta culturale.

Continuiamo perciò a sostenere la petizione: box PETIZIONI

Fonti: ENPA, Korea Herald, Change.org, Koreandogs.org
Foto: Koreandogs.org

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