Il mio coniglio è raffreddato!

Fondamentale accorgersi subito dei sintomi e interpellare un veterinario esperto in esotici. Lavoriamo sulla prevenzione

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Tra le patologie che possono affliggere il coniglio incontriamo anche quelle respiratorie, come raffreddori, riniti e pasteurellosi. Queste malattie possono causare un malessere generalizzato senza specifici sintomi, per cui notiamo che qualcosa non va, ma non capiamo bene cosa, oppure anche sintomi più evidenti come starnuti frequenti, scolo nasale, presenza di muco, congiuntivite, respiro affaticato o irregolare, cispe importanti agli occhi, respirazione a bocca aperta. Proviamo a capire insieme come affrontare un’eventuale malattia respiratoria.

conigli-raffreddoreACCORGERSI DEI SINTOMI
La prima cosa fondamentale è rendersi conto che il nostro coniglio non sta bene. Solitamente i sintomi prevalenti sono continui e ripetuti starnuti, con o senza muco e/o scolo nasale.
Accorgersi dei sintomi nel più breve tempo possibile è indispensabile per poi poter prestare le cure adeguate e necessarie al coniglio, prima che la malattia diventi cronica e quindi molto difficile da curare. Per questo è importante conoscere bene il proprio coniglio, trascorrere parecchio tempo con lui, averlo sott’occhio; perciò attenzione ad alloggiare il coniglio sul balcone, in terrazzo o fuori in giardino, perché, sebbene gli stiamo offrendo un habitat più affine a quello naturale, abbiamo anche meno occasione di trascorrere del tempo insieme e accorgerci se qualcosa non va.

Una volta che riscontriamo delle anomalie nel comportamento alimentare o escretore (inappetenza, scarsa produzione o assenza di feci, feci mal formate) o che notiamo sintomi ben precisi che possono farci pensare a un raffreddore (tipicamente muco, scolo nasale, starnuti), fissiamo immediatamente un appuntamento dal nostro veterinario di fiducia (esperto in esotici) per una diagnosi precisa e la somministrazione di una terapia adeguata.

ATTENZIONE ALLA PASTEURELLOSI
La Pasteurella multocida è il batterio più importante implicato nelle infezioni del coniglio. Sebbene molti conigli non esibiscano alcun sintomo, in molti sono portatori di questo germe, che si trova nelle prime vie respiratorie, nei polmoni, nella congiuntiva e nella vagina. L’infezione parte dalle narici e raggiunge l’orecchio medio passando attraverso la tromba di Eustachio. La trasmissione avviene:

1. per contatto diretto: tra compagni di gabbia/recinto o appartamento, al momento del parto dalla madre ai piccoli, o durante l’accoppiamento;

2. o indiretto, per esempio tramite gli abbeveratoi, o ancora per via aerea (ma solo a breve distanza).

È quindi molto facile che si verifichi il contagio tra soggetti vicini o che usufruiscono degli stessi accessori.
L’alta percentuale di conigli portatori sani di questa malattia fa presupporre che le cause scatenanti possano essere di tipo ambientale (cambiamenti di temperatura, umidità, scarsa igiene), fisiologiche (giovane età o età avanzata, gravidanza, allattamento) o genetiche. Alcuni conigli sembrano essere più forti di altri, e portano il virus per tutta la vita senza mai dare segni di malattia.

PREVENZIONE
La prevenzione è la miglior cura: una dieta ricca di fieno e vegetali freschi proteggerà il coniglio dalle infezioni rinforzando il suo sistema immunitario, ma anche condizioni igieniche appropriate e una certa salubrità ambientale fanno la differenza, quindi sì all’aerazione dei locali per garantire un buon ricambio e ricircolo d’aria, ma attenzione alle correnti che potrebbero far ammalare il coniglio.

Fonte: Romy Carminati
Etologa Relazionale. Educatrice e Mediatrice nell’Interazione e nella Relazione Umano-Coniglio
Addestrareconigli.it
Foto: Pixabay

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