Microchip: una vera banca dati nazionale tra le priorità del Ministero della Salute

Tra le priorità del 2017 anche la prevenzione dei maltrattamenti, il controllo delle strutture e la verifica dei dati sul randagismo

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Potrebbe concretizzarsi nel 2017 un passo avanti importante nella lotta al randagismo: secondo quanto riportato dal sito dell’ANMVI sarebbero allo studio del Ministero interventi correttivi sull’attuale anagrafe canina regionale che porterebbero finalmente alla creazione di per una banca dati nazionale con informazioni direttamente accessibili da veterinari e accalappiatori, senza dover interrogare quelle regionali.

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L’Anagrafe degli Animali d’Affezione è fra le priorità dell’Atto di indirizzo 2017, pubblicato sul sito del Ministero lo scorso 23 settembre. Nei capitoli dedicati alla sanità veterinaria, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha incluso interventi correttivi per facilitare l’interrogazione del data base nazionale: “nell’ambito dell’Anagrafe degli Animali d’Affezione” recita il documento “si intende realizzare una banca dati centralizzata, alimentata dalle singole anagrafi territoriali per fornire on line i riferimenti utili per rintracciare il luogo di registrazione degli animali e il loro legittimo proprietario, nel rispetto della tutela della privacy del cittadino. Di fatti, attualmente, tale registro è alimentato dalle singole anagrafi territoriali e tale sistema non permette di rintracciare, attraverso il microchip, direttamente il proprietario e si è costretti a contattare le ASL, i Comuni e, spesso, il produttore o il distributore del microchip. Attraverso l’analisi delle anagrafi esistenti ed uno studio di fattibilità progettuale, verrà valutata la possibilità di realizzare una banca dati nazionale con informazioni alle quali si potrà accedere direttamente, senza dover interrogare quelle regionali”.

Infine, per l’igiene urbana veterinaria e lotta al randagismo, il documento puntualizza che “l’obiettivo è armonizzare le azioni e i comportamenti volti alla tutela del benessere e alla prevenzione del maltrattamento animale ed intensificare il raccordo con le regioni per garantire il monitoraggio costante delle strutture che ospitano gli animali, attraverso la rendicontazione annuale dei dati e la verifica sul territorio”.

I provvedimenti risponderebbero in parte ai quesiti posti dalla LAV nel Dossier Randagismo pubblicato lo scorso agosto, che dà un quadro della situazione nazionale e dell’evoluzione del fenomeno negli ultimi 10 anni.

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