L’Alta Corte spagnola cancella la legge catalana contro la Corrida

Le associazioni animaliste chiedono ora l’intervento di Strasburgo

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La Corte Costituzionale spagnola ha annullato l’articolo di legge regionale che impone il divieto di corride in Catalogna, approvato dal Parlamento locale nel 2010 ed entrato in vigore dal primo gennaio 2012. Il provvedimento era frutto di una legge di iniziativa popolare che aveva raccolto 180 mila firme. La decisione odierna della Corte costituzionale rimette ora tutto in discussione.

corrida“I giudici supremi” commenta Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane “giustificano tale decisione perché l’assemblea catalana sarebbe andata oltre le competenze ad essa attribuite. Noi non la pensiamo così” precisa la presidente di LNDC “Quella legge di civiltà ha espresso l’opinione popolare largamente diffusa in quella regione, in Spagna e in altri paesi europei, sull’atrocità della corrida, considerata invece ancora parte del ‘patrimonio culturale immateriale’ dello Stato spagnolo dal 2015”.

LNDC confida che la Catalogna non faccia marcia indietro e chiede che il Parlamento europeo, e la Commissione europea, intervengano, non solo alzando la voce contro la decisione dell’Alta Corte, ma contro la legge spagnola che tutela questa tradizione culturale considerata ormai discutibile da una larga fetta dell’opinione pubblica mondiale.

Una svolta a questo proposito potrebbe arrivare già nella seduta parlamentare del 26 ottobre dove si discuterà il Bilancio UE per il 2017 e a Strasburgo, tra gli argomenti sul tavolo, ci sarà anche il rinnovo del finanziamento per la Corrida spagnola. Si tratta di 130 milioni di fondi annuali per l’agricoltura e gli allevamenti, che nel Paese iberico vengono utilizzati per allevare i ‘tori da combattimento’, diventando quindi nella sostanza un finanziamento alla Corrida.

Lo scorso anno i fondi sono stati drasticamente tagliati. Recentemente però il Consiglio Europeo pare aver cambiato il proprio orientamento sulla questione. Animalisti Italiani Onlus e LEAL Lega Antivivisezionista hanno già raccolto 12 mila firme e hanno da poco anche lanciato un mail bombing per sensibilizzare gli eurodeputati italiani e ottenere il loro voto contrario all’approvazione dei finanziamenti. Qui il testo dell’email da inviare e le istruzioni per partecipare alla mobilitazione.

box PETIZIONI

Fonte: LNDC, LEAL, Animalisti Italiani
Foto: Pixabay

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