Test cosmetici sugli animali: la Corte di Giustizia Ue conferma il divieto

Nella Direttiva Ue restano, tuttavia, molte zone d’ombra: LAV ribadisce l’importanza dello standard internazionale “Stop ai test su animali”

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

“Può essere vietata l’immissione sul mercato dell’Unione di prodotti cosmetici, alcuni ingredienti dei quali sono stati oggetto di sperimentazioni animali al di fuori dell’Europa per consentire la commercializzazione di tali prodotti in paesi terzi, se i dati risultanti da tali sperimentazioni sono utilizzati per dimostrare la sicurezza dei suddetti prodotti ai fini della loro immissione sul mercato dell’Unione”. Così la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ribadisce l’importanza del divieto ai test cosmetici su animali stabilito dalla Direttiva UE in vigore dall’11 marzo 2013, nonostante le ambiguità in essa contenute, tra cui la possibilità di effettuare sperimentazioni sugli animali per i prodotti destinati ai mercati di Paesi che ancora li ritengono indispensabili.

CONIGLIO GABBIA“Una possibilità sostenuta dall’Efci (European Federation for Cosmetic Ingredients), associazione europea di categoria dei produttori di ingredienti cosmetici, che ha chiesto l’autorizzazione a commercializzare nel Regno Unito prodotti realizzati per Cina e Giappone, e per questo testati sugli animali” denuncia la LAV. Ipotesi su cui l’Alta Corte di Giustizia di Inghilterra e Galles ha chiesto la pronuncia della Corte di Giustizia europea, che ha ribadito il fermo divieto.

“Rimangono, però, ancora molte lacune nella Direttiva UE che vieta di testare e importare materie cosmetiche sperimentate su animali” prosegue la LAV. “Le aziende, infatti, non possono effettuare test in tutto il territorio comunitario, ma possono farlo all’estero vendendo tali prodotti in Paesi extra-UE. Molte materie prime, inoltre, non vengono utilizzate unicamente in ambito cosmetico, ma possono sovrapporsi a quello chimico e quello farmaceutico venendo, di conseguenza, testate su animali perché richiesto da altre normative”.

Come orientarsi dunque e effettuare degli acquisti consapevoli? La LAV ribadisce l’importanza dello standard internazionale “Stop ai test su animali”, l’unico disciplinare riconosciuto che prevede il controllo da parte di un ente indipendente dell’intera filiera di produzione, comprese tutte le materie prime, i fornitori e i laboratori di produzione. Sul sito della LAV è anche disponibile una guida con tutte le aziende aderenti al disciplinare.

Fonte: LAV

© Riproduzione riservata