Rettificato il Testo unico della Lombardia sull’identificazione dei cani

I veterinari lombardi sono obbligati d’ora in avanti a controllare la validità di microchip e tatuaggi dei “pazienti”

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

D’ora in poi, in Regione Lombardia vige l’obbligo di verifica, da parte dei medici veterinari, della presenza del microchip, o del tatuaggio, nei cani. Il provvedimento è un concreto strumento aggiuntivo alla lotta al randagismo.

microchip

Al Titolo VIII (Norme in materia di sanità pubblica veterinaria), Capo II, Art. 105 (obblighi e divieti) della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) è stata infatti apportata la seguente modifica: “5. I medici veterinari, nell’esercizio dell’attività professionale, hanno l’obbligo di accertare la presenza del microchip, o del tatuaggio leggibile, sui cani. Nel caso in cui l’identificazione dovesse risultare illeggibile, il proprietario, il possessore o il detentore è tenuto a provvedere nuovamente all’identificazione degli animali. Nella sua circolare del 4 agosto, il Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Cremona, Emilio Olzi, “evidenzia come sia fondamentale rispettare tale obbligo, finalizzato soprattutto alla lotta al randagismo, e si invitano gli iscritti a comportarsi di conseguenza”.

La revisione del testo Unico inoltre introduce, inoltre, il divieto di commercializzare cuccioli di cane e gatto non identificati all’anagrafe e/o comunque di età inferiore ai 90 giorni, in aggiunta al divieto di esporli in vetrina o all’esterno degli esercizi commerciali.

Fonte: ANMVI
Foto: Pixabay

© Riproduzione riservata