Domenica 18 settembre al via ufficialmente la stagione della caccia

Quasi mezzo miliardo gli animali a rischio

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Domenica 18 settembre riparte ufficialmente la stagione venatoria, anche se sono diverse le regioni – ben 16 – che già a inizio settembre avevano dato via libera alle pre-aperture.

cacciaSi stima che sono quasi mezzo miliardo gli animali selvatici che, in tutta Italia, i cacciatori possono legalmente uccidere ogni anno nel corso della stagione venatoria, tra la terza domenica di settembre e il 31 gennaio. Un numero ricavato dai dati analizzati dalla LAV, con riferimento a quattro regioni campione, per le quali è stata effettuata l’analisi dei calendari venatori, dei carnieri giornalieri e stagionali e del numero di cacciatori abilitati: Veneto, 10.350.000; Lombardia, 84.892.034; Toscana, 37.740.000; Sicilia, 30.780.000.

“Uno scenario già tragico, aggravato dal numero degli animali abbattuti in regime di “caccia di selezione agli ungulati” e con le “azioni gestionali di controllo” che è un eufemismo per indicare le uccisioni a opera dei cacciatori, con varie motivazioni: sanitarie, danni all’agricoltura, tutela del suolo, ecc., e che possono essere realizzate lungo tutto il corso dell’anno, ma delle quali è impossibile avere contezza del numero di animali uccisi” denuncia la LAV.

La stagione di caccia – secondo quanto riportato dalla LAV – si aprirebbe in alcune Regioni con leggi e norme regionali in contrasto con la legge nazionale o, addirittura bocciate dalla Corte Costituzionale. “E’ quanto accade – per esempio – in Liguria, dove le nuove norme sul tesserino venatorio e sul conteggio degli animali uccisi dai cacciatori contrastano con ciò che impone la legge nazionale” afferma l’associazione. “Nella stessa regione, inoltre, la Giunta vuole impedire il diritto costituzionale di manifestare, vietando le proteste contro la caccia. Anche la Toscana si conferma una regione fortemente filo-venatoria. Nonostante la Corte Costituzionale abbia da poco affermato che in quella regione le regole sull’istituzione degli Ambiti Territoriali di Caccia contrastano con la legge nazionale, il Consiglio regionale nel giro di un paio di giorni ha approvato una legge che ignora il pronunciamento della Corte e permette di proseguire la caccia violando la Costituzione”.

“L’aberrazione prosegue con i calendari venatori per la stagione 2016-2017” aggiunge ENPA. “Tra i peggiori – per specie cacciabili e giornate di sparo – quelli di Marche e Umbria, mentre il Lazio condivide con le Marche la stagione venatoria più lunga (dal 1° settembre al 9 febbraio). In Abruzzo, poi, il Tar ha sospeso il calendario su ricorso del WWF, mentre il Piemonte, un tempo regione virtuosa, in trent’anni ha più che raddoppiato il numero delle specie cacciabili”.

Fonti: LAV, ENPA
Foto: Pixabay

© Riproduzione riservata