Coldiretti punta il dito contro la fauna selvatica per gli incidenti stradali

Risponde ENPA: solo lo 0,12% è causato dagli animali, il resto da precedenze mancate, distrazione e velocità

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“Sulla nostra rete viaria non esiste alcun allarme selvatici, né, tanto meno, alcun allarme cinghiali”. Lo dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali commentando i dati citati dalla Coldiretti che parla di 18 persone decedute e di altre 145 ferite in incidenti che hanno coinvolto animali, denunciando che questi numeri sarebbero imputabili sopratutto all’alto numero di cinghiali presenti sul territorio italiano, passati dai 600 mila del 2005 al milione del 2015.

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“Benché si tratti di numeri comunque tragici” sottolinea ENPA “gli incidenti con animali (214 nel 2014, secondo Asaps) rappresentano appena lo 0,12% del totale riferito al 2014 (177.031 eventi complessivi, dati Aci-Istat)”. Prendendo a riferimento sempre le statistiche Aci-Istat, la linea di tendenza sembra essere la medesima anche per quanto riguarda le persone decedute a causa di un impatto con animali selvatici (18 su un totale di 3.381, pari allo 0,5%), sia per quelle rimaste ferite (145 su un totale di 251.147).

“Sulle nostre strade ben altro allarme, rispetto ai selvatici, dovrebbero invece suscitare il mancato rispetto della precedenza,  la distrazione alla guida e la velocità elevata, che secondo Aci e Istat, causano circa la metà degli incidenti” denuncia l’Associazione.

“Il quadro dipinto da alcuni gruppi di interesse, che vorrebbero un Paese minacciato da lupi, daini, cinghiali, caprioli, nutrie, orsi e in uno stato di guerra permanente contro la natura, è assolutamente irreale ed è probabilmente funzionale agli interessi che tali gruppi rappresentano. In caso di squilibri nelle popolazioni selvatiche” prosegue l’ENPA “questi vanno affrontati non con gli abbattimenti, del tutto inutili, ma in modo scientifico, ovvero agendo sulle cause di tali squilibri e ricorrendo ai metodi ecologici prioritari per legge; gli unici veramente efficaci per limitare, laddove siano reali, i danni”.

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