Bocconi avvelenati: firmata la nuova ordinanza ministeriale

Confermate le disposizioni già in essere e incrementati gli strumenti per contrastare e denunciare questo reato

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Sono finalmente di nuovo in vigore le positive disposizioni dell’Ordinanza “Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o bocconi avvelenati” firmata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, un atto indispensabile per la tutela degli animali e della salute pubblica considerato come i bocconi killer continuino a uccidere da nord a sud Italia e non risparmino né animali domestici né selvatici, rappresentando un serio pericolo anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.

boccini avvelenati_lavIl provvedimento, che giunge a 5 mesi dalla scadenza della precedente Ordinanza, conferma le misure di salvaguardia e prevenzione contenute nel testo precedente, e il meccanismo virtuoso che ha instaurato tra tutti i soggetti coinvolti. Confermata quindi, secondo il comunicato emesso dalla LAV, la definizione di esca o boccone avvelenato, che non è circoscritta a preparati contenenti sostanze nocive o tossiche ma comprende anche quelli contenenti vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente. Confermato il ruolo del medico veterinario, che in presenza di sospetto avvelenamento dovrà darne immediata comunicazione al sindaco, al servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale e all’Istituto zooprofilattico sperimentale territorialmente competente. Ribadito il ruolo del Sindaco che, ricevuta la comunicazione, dovrà avviare immediatamente un’indagine. Mantenuti anche i compiti degli Istituti Zooprofilattici, che devono provvedere alla necroscopia dell’animale deceduto e analizzare le esche e bocconi sospetti, e il ruolo delle Prefetture, che devono istituire un tavolo per coordinare gli interventi e monitorare il fenomeno.

Tra gli aspetti innovativi – continua il comunicato – la necessità di indicare l’antidoto negli avvisi che annunciano le operazioni di derattizzazione eseguite dalle ditte specializzate; l’indicazione, per gli Istituiti Zooprofilattici, di refertare, e non più solo eseguire, entro 48 ore dal conferimento del corpo dell’animale l’esito della necroscopia; la disposizione per il Sindaco di provvedere a individuare le modalità di bonifica del luogo interessato entro 48 ore dalla ricezione del referto dell’Istituto Zooprofilattico che non esclude il sospetto di avvelenamento, e non che lo prova, come invece previsto dalla precedente Ordinanza. Con apposita cartellonistica il Sindaco dovrà anche segnalare la sospetta presenza nell’area di esche. Non per ultimo, la modulistica prevista per la segnalazione e la refertazione degli avvelenamenti, che rende omogenee le suddette attività su tutto il territorio nazionale.

L’Ordinanza avrà efficacia per 12 mesi, un tempo sufficiente per approvare una legge in materia facendo recuperare alla commissione Sanità del Senato gli articoli del disegno di legge Lorenzin che sono stati stralciati su richiesta della presidente della commissione De Biasi, e che potranno esseri migliorati con la proposta di legge sul tema che la LAV ha fatto depositare in Parlamento con firma trasversale. “La proroga è un atto indispensabile per prevenire e combattere i bocconi avvelenati” dichiara Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari “Ma affinché le disposizioni dell’ordinanza siano davvero efficaci è indispensabile che le norme contenute nell’Ordinanza siano recepite in legge al più presto per renderle definitive e senza scadenza e per sanzionare adeguatamente i trasgressori.”

Fonte: LAV
Foto: Pixabay

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