Allo Zoo di Napoli un branco di zebre ha calpestato un neonato di gnu

LAV: “Si faccia chiarezza sull’accaduto”

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Sabato pomeriggio, un lieto evento allo Zoo di Napoli si è trasformato in un momento di forte tensione: un piccolo gnu appena venuto alla luce nel recinto della savana, dove convivono animali di specie diverse, è stato caricato e calpestato più volte da alcune zebre che, probabilmente, lo avevano individuato come estraneo al gruppo.

gnuUna scena che ha allarmato il pubblico, tra cui c’erano anche dei bambini, che ha cominciato a gridare per allontanare gli equidi in evidente stato di agitazione. “In questo caso, lo zoo non ha evidentemente ritenuto di dover offrire alla madre del piccolo gnu un’area esclusiva, idonea per il parto”, commenta la LAV sulla base di una segnalazione arrivata all’associazione, secondo la quale, poco dopo la nascita, quando il piccolo ancora non riusciva a reggersi in piedi, nel recinto sarebbero state fatte rientrare le zebre che hanno caricato il cucciolo, calpestandolo ripetutamente.

Gli operatori dello zoo, apparentemente non preparati ad affrontare situazioni di questo tipo, secondo quanto riportato dall’associazione e da alcuni spettatori presenti “si sono limitati prima a sventolare rami, rimanendo lungo il perimetro del recinto, poi hanno preferito addirittura allontanarsi”, come riferisce anche la segnalazione ricevuta. Solo dopo circa un’ora dalla nascita del piccolo, un mezzo dello zoo sarebbe intervenuto nel recinto per recuperare l’animale, sulla cui sorte l’associazione esprime estrema preoccupazione, sebbene il titolare dello Zoo su La Repubblica abbia precisato che il piccolo è salvo e sta bene. “La normativa sugli zoo prevede che siano predisposte adeguate aree per le femmine in gravidanza o allattamento, proprio al fine di evitare situazioni di stress o sofferenza” prosegue la LAV e aggiunge “chiediamo per quale motivo lo Zoo di Napoli non abbia ritenuto di spostare la madre prossima al parto in un’area idonea a questa situazione, né di prendere tutte le precauzioni necessarie per non mettere a rischio la vita dello gnu neonato”.

“Una tragedia sfiorata, un fatto gravissimo che ha messo incredibilmente a repentaglio la vita di un animale, in una struttura che da anni la LAV segnala alle Autorità competenti in quanto aperta al pubblico, con continue acquisizioni di nuovi animali, inclusi quelli appartenenti a specie particolarmente protette, nonostante sia priva di licenza” denuncia l’Associazione. “Elefanti, foche, leoni, siamango, biturong e tante altre sono infatti le specie arrivate allo zoo negli ultimi mesi, non soltanto ospitate in aree tranquillamente visitabili dal pubblico, ma persino pubblicizzate sui social della struttura. La legge che regola gli zoo è in vigore nel nostro paese dal 2005 e stabilisce che le strutture senza licenza non possano essere aperte al pubblico”.

“Anche se lo zoo ha detto di aver avviato un percorso di riconversione, esso apre nuove strutture al pubblico prima che ne venga verificata l’idoneità da parte delle autorità preposte” commenta la LAV “chiediamo quindi innanzitutto di conoscere le condizioni del cucciolo di gnu e come sia stato possibile quanto accaduto, ma soprattutto chiediamo al Ministero dell’Ambiente di intervenire sulle criticità e violazioni relative allo Zoo di Napoli, che peraltro abbiamo già segnalato da diversi mesi senza mai ottenere risposta”.

Fonte: LAV
Foto: Pixabay

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