Test sugli animali: la Regione Toscana delibera il ricorso a metodi sostitutivi

Gli scarti dei prelievi del sangue, invece di essere smaltiti come rifiuti speciali, verranno utilizzati come materia prima per i test

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“Milioni di animali ancora oggi vengono allevati e soppressi solo per fornire tessuti. Una pratica crudele e inutile che comporta lo stesso errore della sperimentazione animale: pretendere cioè che un topo o un cane sia un modello attendibile per l’uomo” così esordisce Michela Kuan, Responsabile Area Ricerca Senza Animali, nel comunicato ufficiale emesso dalla LAV che annuncia la svolta storica della Regione Toscana: con una delibera ha deciso di raccogliere gli emocomponenti di scarto dalla lavorazione del sangue per utilizzarli nei test di laboratorio al posto degli animali.

LaV-TOSCANA-VIVISEZIONE

I servizi trasfusionali raccolgono il sangue proveniente dalle donazioni, e lo lavorano per ricavarne plasma, piastrine e altri derivati. Restano comunque degli scarti (cosiddetti buffy coat), che non possono essere utilizzati in alcun modo, e che hanno come unica destinazione lo smaltimento come rifiuti speciali a spese delle aziende sanitarie: potranno essere applicati, invece, nell’ambito di processi di validazione e saggio di farmaci e come materia prima per test alternativi a quelli generalmente condotti su animali da laboratorio, ottenendo valori utili e predittivi per l’uomo oltre a risparmiare al vita di moltissime cavie. Quotidianamente vengono buttati enormi quantità di materiale umano di persone che si sottopongono ad operazioni o prelievi; tessuti e materiale organico specie-specifico ottenuto con il consenso del paziente, quindi eticamente totalmente corretto.

La LAV si complimenta per la decisione con l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi che afferma “Una scelta, quella che facciamo con questa delibera che ha prima di tutto un valore etico: quello di risparmiare gli animali sui quali vengono di solito condotti i test di laboratorio, sostituendo i test in vivo con quelli in vitro. Utilizzando le emocomponenti, inoltre, la qualità dei test è migliore. Gli scarti della lavorazione del sangue non avrebbero comunque altro utilizzo e dovrebbero essere smaltiti a spese delle aziende sanitarie”.

“Il nuovo decreto legislativo in tema di sperimentazione animale supporta la condivisione di organi e tessuti al fine di diminuire/sostituire il ricorso alle cavie” afferma Michela Kuan. “Purtroppo però non sono state ancora emanate linea guida o progettati piani per rendere attuativo il principio. Confidiamo che l’esempio della Regione Toscana venga ripreso dalle altre Regioni e, parallelamente, venga fatta informazione ai cittadini/pazienti del ruolo fondamentale che ognuno di noi ha nel poter sostenere la ricerca alternativa”.

Fonte: LAV
Foto: Pixabay

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