Cani: se la solitudine diventa malattia

Non scambiamo per dispetti le richieste di aiuto del nostro amico

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Lasciare il cane da solo a casa è un problema per moltissime persone. Trovare oggetti, divani, sedie, tavoli, distrutti, feci in giro, porte graffiate e stipiti rovinati è all’ordine del giorno per moltissime famiglie, ma in quanti si soffermano sul perché? Troppo spesso gli educatori si sentono dire “il mio cane mi fa i dispetti perché non vuole stare solo”.

cane solitudineInnanzitutto chiariamo che il cane non ha il concetto di dispetto, perché non ha la facoltà di prevedere cosa succederà 4/5 ore dopo aver commesso il fattaccio. Ma ragiona per qui e ora e quindi nel momento in cui è in difficoltà emotiva sente di dover scaricare lo stress e lo fa masticando: masticare, infatti, gli permette di rilasciare endorfina, che è l’ormone della calma e del benessere.

Perché mastica il divano, le ciabatte e non il suo giochino? Perché ha il nostro odore e quindi gli consente di sentirsi più rassicurato. L’ansia e lo stress sono la causa anche dell’abbaio eccessivo (“abbaio perché devo farmi sentire”) e del rilascio inappropriato di escrementi, perché proprio come per gli esseri umani la paura e l’ansia agiscono sugli sfinteri che vengono meno al loro lavoro.

Alcuni proprietari confondono queste espressioni di disagio con dispetti perché molti cani al loro rientro sembrano mostrare un’aria colpevole, come se sapessero di aver fatto una cosa sbagliata: questa loro reazione non è data da una vera consapevolezza relativa a quanto accaduto, ma semplicemente al fatto che non sono stupidi, e dopo 10 volte che tornando a casa abbiamo imprecato contro di loro e li abbiamo sgridati per le condizioni in cui versava il soggiorno, avranno associato il momento del nostro rientro a casa ad una cosa negativa e quindi scapperanno da noi perché, per precauzione, è meglio starci alla larga.

Come intervenire?
Prima di tutto bisogna capire la natura del disagio, ossia se è davvero ansia da separazione (e in questo caso bisogna contattare subito un veterinario comportamentalista) o se è semplicemente noia. Troppo spesso i nostri amici a quattro zampe sono costretti a casa per ore e ore senza nulla da fare: ricordiamoci che la quasi totalità di loro è stata selezionata per uno specifico lavoro, e quindi “il fare” è nelle loro motivazioni di razza. Se non incanaliamo questo loro bisogno di rendersi utili in attività appropriate ad un certo punto troveranno autonomamente qualcosa con cui tenersi occupati… e via a ristrutturare casa!

Per capire se si tratta dell’una o dell’altra cosa possiamo filmare il cane quando usciamo di casa: se inizia ad agitarsi subito e comincia immediatamente a fare danni, molto probabilmente è ansia da separazione (spesso si agita addirittura non appena cominciamo a prepararci per uscire).

Se invece resta calmo per un po’ e solo successivamente, con il passare del tempo, comincia ad agitarsi ed impazzire è sicuramente la noia che l’ha sopraffatto. In questo secondo caso possiamo intervenire direttamente con qualche piccolo trucco che lo aiuti ad annoiarsi meno:

1. portiamolo fuori per almeno 1 ora prima di assentarci: lasciamo che si sfoghi, corra, annusi, giochi… insomma che faccia il cane;

2. prima di uscire somministriamogli la sua razione di pappa nel Kong anziché nella ciotola: lo terremo impegnato per un bel po’;

3. lasciamogli un osso a disposizione (così avrà qualcosa da masticare di più gustoso e meno prezioso del nostro divano);

4. infine, se pensiamo di stare fuori più di 4/5 ore affidiamo il nostro cane a un asilo per cani, che saprà garantirgli diverse ore di gioco e divertimento. Questo ci permetterà di avere un cane molto più tranquillo al rientro a casa e i mobili salvi.

Facciamo attenzione infine al mantello del nostro cane: se notiamo si lecca in continuazione fino a togliersi il pelo, si insegue la coda e/o se la morde, significa che lo stress di cui soffre è piuttosto importante, quindi non sottovalutiamo mai questi sintomi e contattiamo subito un veterinario comportamentalista così che possa aiutarci.

Fonte: Federica Villa
Educatrice Cinofila presso Asilo per cani Dog is Good
Foto: Pixabay

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