Adottare il secondo gatto

Come fare l’inserimento in poche semplici mosse

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Ammettetelo, in tanti ve l’avevano detto: “prendine due, vedrai si fanno compagnia!”, “Adottane subito due insieme che già vanno d’accordo, perché poi inserire il secondo non è facile”. Ma avete pensato “eh ma con due così, subito, come faccio? E se poi non riesco a gestirli?” Ed eccovi li a spulciare tra gli annunci sul web in cerca di un compagno per il vostro micio, che vi sembra sempre più triste, depresso e inattivo. Nonché a sentirvi tristemente in colpa quando chiudete la porta al mattino per andare al lavoro lasciandolo da solo. E allora d’un tratto un po’ di pelo e sabbietta in più sparsi per casa non vi fanno più paura.

gatti vita insieme

UN GATTO O DUE?
Partiamo dal presupposto che non tutti i gatti gradiscono davvero la compagnia di un loro simile, questo varia molto da gatto a gatto. E’ però innegabile che un gatto abbia bisogno di interazione sociale con uno o più soggetti della propria specie: se dunque il nostro gatto non ha la possibilità di scegliere quando, come e con chi fare amicizia, ma è confinato nella solitudine delle nostre quattro mura, meglio procurargli un po’ di compagnia.

MICINO O MICIONE?
Se abbiamo un gatto già adulto non sempre adottare un micino sarà la soluzione migliore. Diversi sono i fattori da valutare. Per esempio l‘età e il temperamento del nostro gatto: se abbiamo un gatto anziano (o diciamo, più in generale, oltre i 10 anni) pigro e molto tranquillo, un cucciolo di pochi mesi potrebbe non essere la soluzione ideale. Per intenderci sarebbe come mandare a vivere nostro figlio di due anni con la nonna di 80 anni: dopo qualche ora ce lo rispedirà a casa.
336x280pxSe invece abbiamo un gatto giovane e attivo, con tanta voglia di giocare, anche un cucciolo potrebbe essere l’ideale. Meglio domandarsi prima di tutto, quindi, com’è il felino di casa. Inoltre dobbiamo tener presente, se abbiamo un gatto adulto sano, che inserire un cucciolo può sempre essere un’incognita, a meno di non avere la possibilità di testare la madre: i test FIV e FELV non sono affidabili entro il 6 mese di vita. Se adottiamo il micio in un rifugio o presso un’associazione, i volontari sapranno consigliarci sul gatto più adatto a noi, conoscendo il carattere dei vari ospiti presenti.

Infine attenzione a non far sentire il nostro gatto sotto assedio: cerchiamo di essere sempre premurosi con il nostro vecchio micio, senza eccedere: l’importante è che capisca che il nuovo arrivato non rappresenta per lui una perdita di risorse né materiali (cibo, acqua e territorio) né affettive (noi e la famiglia).

COME FARE LE PRESENTAZIONI
Innanzitutto scegliamo un momento in cui noi, per primi, siamo tranquilli: organizziamoci per accogliere il nuovo arrivato alle porte del week end o all’inizio di qualche giorno di ferie, così da poter seguire l’inserimento con serenità.
Inizialmente lasciamo il micino o il nuovo gatto in una stanza a parte (un bagno o una cameretta) dove possa ambientarsi e cominciare a prendere confidenza con gli odori di casa. Predisponiamo per lui una cuccia, una lettiera e delle ciotole per l’acqua e il cibo.

L’odore
Cominciamo a trasferire l’odore del nuovo arrivato nel resto della casa, per esempio utilizzando dei guanti in cotone: accarezzandolo sulla testa e sul muso rilascerà i suoi ferormoni facciali e sarà poi possibile trasferirli nel resto della casa. Facciamo lo stesso con il nostro micio e lasciamo il suo odore nella stanza del nuovo ospite. E’ utile anche scambiargli le cucce o le copertine sulle quali dormono. Ovviamente entrambi saranno consapevoli della presenza dell’altro ma non mettiamoli subito insieme, lasciamo che si abituino alla coabitazione attraverso le tracce olfattive.

La vista
Non consentiamo al nostro gatto di entrare subito in contatto fisico con il nuovo arrivato, ma lasciamo che tutto avvenga progressivamente e con serenità: consentiamogli di vedersi, ma a distanza, magari utilizzando un cancellino tipo di quelli che si utilizzano per i bambini chiuso da una rete e sempre sotto la nostra supervisione. Diamo da mangiare a entrambi, ognuno con la propria ciotola, ognuno nel suo lato. Lasciamo che si avvicinino alla rete, si annusino e se capita, anche che si soffino, ma sempre in sicurezza.

Il contatto
Solo dopo circa una settimana (in alcuni casi può volerci anche di più, dipende dai gatti) e in base alla reazione dei due, potremo procedere con le “presentazioni ufficiali”, lasciandoli liberi nella stessa stanza: saremo tesissimi e tentati di intervenire, ma dobbiamo cercare di essere davvero sopra le parti e dividerli con un cuscino solo, e soltanto, qualora l’atmosfera si facesse davvero calda (pelo rizzato e unghie sguainate). Al contrario qualche annusatina, soffio o ringhio sono atteggiamenti del tutto normali che andranno scemando con il tempo, quando si saranno chiariti ruoli e gerarchie. Solitamente il grande scoglio è la presentazione del secondo gatto al primo, mentre con il terzo, il quarto e via dicendo la strada è tutta in discesa.

ATTENZIONE AI CUCCIOLI
Se abbiamo un gatto adulto e pensiamo di introdurre un cucciolo dobbiamo avere qualche accortezza in più, perché se fra gatti adulti eventuali scaramucce possono essere “combattute ad armi pari”, qualora in nostro gatto non fosse per nulla intenzionato a condividere il proprio territorio con un altro felino, un cucciolo potrebbe essere in serio pericolo. Seguiamo le indicazioni sopra descritte prolungando i tempi delle varie fasi e lasciamoli insieme solo in nostra presenza per diverse settimane. Solo quando il rapporto tra loro sarà abbastanza consolidato possiamo lasciarli a casa insieme anche da soli.

Fonte: “La Bibbia del Gatto” – Vicky Halls, Cat behaviour counsellor, varie
Foto: Pixabay

© Riproduzione riservata