Come correggere i comportamenti sbagliati dei nostri pet?

Mai punirli, meglio intervenire attirando la loro attenzione su un comportamento più corretto

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A quanti di noi di fronte a un cuscino del divano mangiucchiato o a un mobile irrimediabilmente rovinato non è venuta la tentazione almeno una volta nella vita di “strangolare” il nostro amatissimo quattro zampe? Siamo onesti, di fronte allo scempio in cui abbiamo trovato il mobile di turno, un minimo di shock l’abbiamo avuto. Tuttavia, siamo consapevoli che le punizioni postume e corporali non servono assolutamente a nulla, anzi sono dannose e controproducenti, perché servono solo a minare il rapporto tra noi e il nostro pet, che comincerà a vederci come una minaccia, invece che come un compagno di vita e di giochi. Dobbiamo ricordare che nostro compito è sempre quello di educare e, soprattutto, prevenire i comportamenti scorretti.

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IL TEMPISMO
Innanzitutto è importante cogliere il nostro pet con “le zampe nella marmellata”: se vediamo il nostro cane o il nostro gatto fare qualcosa che non deve, è importantissimo intervenire mentre lo sta facendo, in modo che associ la nostra reazione proprio all’azione che sta compiendo: alle volte è sufficiente produrre un forte rumore, come far cadere un libro o battere la mano sul tavolo, così che il nostro quattro zampe si interrompa e diriga l’attenzione verso di noi. A quel punto dobbiamo essere velocissimi a esprimere un “no” in tono deciso e calmo e a orientare l’animale verso un comportamento più appropriato, magari attraendolo con un giochino. Se ci ascolta premiamolo ed elogiamolo. Il segreto sta nel riuscire a catturare la sua attenzione in quel mezzo secondo in cui alza la testa per vedere l’origine del rumore.

CASI DIFFICILI
Ci sono casi, sopratutto per i cani, in cui l’animale sarà troppo preso dalla sua attività per rispondere a qualsiasi altro stimolo (per esempio un’accesa diatriba con il cane dei vicini) e 336x280pxprobabilmente nessun rumore o nessun richiamo distoglierà la sua attenzione da quanto sta facendo. In questi casi rinunciamo ad alzare la voce e a urlare contro il cane: fatica sprecata. Meglio avvicinarsi e cercare di attirare la sua attenzione con un bocconcino prelibato e, una volta riportato alla calma, offriamogli un’attività alternativa.
Inizialmente, in caso di uno stato di forte eccitamento, sarà necessario ricorrere addirittura al guinzaglio per riportare il nostro cane con le “zampe per terra”, cioè in uno stato in cui si renda conto di quanto accade intorno a lui. A quel punto sarà possibile interagire e offrirgli dei passatempi più interessanti.

NEI NOSTRI CONFRONTI
Se il comportamento errato si manifesta proprio nei nostri confronti, per esempio se il gioco tra noi e il nostro cane o il nostro gatto si fa troppo accesso – gioco irruento, con ringhi, unghiate o morsi – interrompiamo subito l’interazione con il nostro animale e cominciamo a ignorarlo: andiamo in un’altra stanza, distogliamo lo sguardo, non tocchiamolo e sbadigliamo. Abbandoniamo questo atteggiamento solo quando si sarà calmato.

Quando i nostri animali avranno imparato ad associare il nostro richiamo ad attività più interessanti, rivolgeranno sempre più velocemente l’attenzione a noi. E’ più semplice impiegare del tempo a insegnargli cose interessanti e corrette da fare, che riprenderli in continuazione. Spesso è proprio la noia e la mancanza di stimoli che genera comportamenti errati.

Infine, se nonostante tutti i nostri sforzi, alcuni comportamenti negativi persistono, è sempre bene consultare un veterinario comportamentalista che, con il supporto di un educatore cinofilo o di un consulente comportamentale specializzato in relazione uomo-gatto, potrà aiutarvi ad andare a fondo del problema.

Fonti: varie
Foto: Pixabay

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