Operazione Driftnet: Sea Shepherd si sposta nell’Oceano Indiano

Dopo aver debellato la pesca illegale nell’Oceano del Sud, la prossima campagna combatterà le reti da posta derivanti

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Dopo l’affondamento a Pangandaran, Java occidentale, della Viking, l’ultima nave delle cosiddette “Bandit 6”, dedite al bracconaggio del merluzzo dell’Antartide da parte delle autorità indonesiane, parte una nuova campagna contro la pesca illegale in Oceano Indiano, l’Operazione Driftnet.

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L’ammiraglia di Sea Shepherd, la Steve Irwin è in rotta verso l’Oceano Indiano per contrastare una flotta di navi da pesca attiva in quelle acque e che utilizza reti da posta derivanti, una forma di pesca vietata dalle Nazioni Unite nel 1992 a causa del suo impatto indiscriminato e distruttivo.

Approfittando dell’area remota e dell’assenza delle forze dell’ordine, la flotta ha sfruttato questa pratica superata e fuorilegge catturando squali, delfini, foche e altre specie di pesci, tra le quali il tonno australe, a rischio estinzione, come mostrano il video e le immagini catturate da Sea Shepherd. L’obiettivo della nuova campagna Operazione Driftnet, è impiegare tattiche di azione diretta per bloccare le operazioni di queste navi e raccogliere le prove contro di loro per contribuire alle indagini a terra.

Nell’arco di soli 15 mesi, Sea Shepherd ha ripulito l’Oceano del Sud dalla pesca illegale. Un problema ritenuto irrisolvibile sulla base degli attuali strumenti giuridici internazionali è stato affrontato attraverso due campagne di azione diretta in mare. Sei delle navi bracconiere più note e operative su questo pianeta sono ormai fuori uso e si tratta di uno dei più grandi successi nella storia della conservazione marina” ha dichiarato il Capitano della Steve Irwin, Siddharth Chakravarty che ora è impegnato in Oceano Indiano. “Le reti da posta derivanti sono state vietate dalle Nazioni Unite con una moratoria nel 1992. Le nazioni del mondo, 24 anni fa, erano preoccupate per l’impatto negativo di questa forma di pesca. Le reti da posta derivanti non avevano posto negli oceani del mondo allora e non devono averlo oggi. Il nostro ruolo è quello di garantire che il divieto sia rispettato.” Sea Shepherd prevede di affrontare la flotta di navi illegali nei prossimi giorni.

Fonte e immagini: Sea Shepherd

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