Galline allevate a terra: ci dicono tutta la verità?

Forse sono necessarie norme più specifiche e restrittive

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Secondo la Professoressa inglese Christine Nicol, uno dei maggiori esperti del benessere degli animali, no: in un suo recente rapporto ha dichiarato che l’allevamento di galline a terra, fuori dalle gabbie, non è garanzia di benessere per gli animali. “Il problema è che la gestione degli allevamenti free-range nel Regno Unito (e anche in Italia – sottolinea Essere Animali) in questo momento è così variabile, che, anche se, sì, esistono allevamenti esemplari, ce ne sono altri veramente pessimi”.

galline Essere animaliA testimoniare le cattive condizioni degli allevamenti a terra in Inghilterra, denuncia Essere Animali, è uscita nei giorni scorsi un’indagine realizzata da Hillside Animal Sanctuary in un’azienda in North Norfolk. Quello che hanno documentato gli attivisti all’interno di un capannone contenente 16 mila galline sono animali privi di piume, ricoperti di acari, con ferite provocate dal beccarsi a vicenda ed esemplari in evidente difficoltà, incapaci di muoversi e con problemi respiratori. “Questo allevamento è classificato ‘RSPCA Assured / Freedom Food’, il che significa” spiega Essere Animali “che è soggetto a rigorosi standard di benessere e di controlli regolari. Dopo aver visionato il video la RSPCA (Ente Reale Protezione degli Animali) ha ispezionato la struttura e per i veterinari era tutto a norma di legge. E non è certo il primo caso del genere che getta totale discredito su questo programma di certificazione gestito dalla più grande associazione protezionista inglese”.

Tutto in regola, dunque, anche se parrebbe opinabile il concetto di benessere: “la normativa europea che regola gli allevamenti di galline ovaiole non impone limiti per quanto riguarda il numero di animali presenti nello stesso capannone, l’unica restrizione indica che non ci devono essere più di 9 animali per m2 e per gli allevamenti all’aperto (codice uova 2) uno spazio esterno di 10.000 m2 ogni 2.500 galline. Ma non esiste legge che dica quanto tempo un animale debba uscire all’aria aperta” continua l’associazione. “In Italia all’interno dei cosidetti sistemi alternativi alle gabbie si allevano quasi il 30% delle galline ovaiole. Da noi come in Inghilterra il mercato, spinto dalla crescente richiesta dei consumatori, si sta progressivamente orientando verso produzioni che sulla carta sono più rispettose verso gli animali. Le vendite di uova biologiche nel 2014 sono cresciute del 5%“.

Gli investimenti dei grandi gruppi alimentari verso questo tipo di allevamenti crescono e quello che si starebbe concretizzando, secondo Essere Animali, sono “mega allevamenti free range o biologici dove le caratteristiche etologiche delle galline, e di conseguenza le loro condizioni psicofisiche, passano in secondo piano, travolte dalle leggi di mercato”.

Fonte e foto: Essere Animali

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