Conigli: l’ora della svolta?

Depositato il secondo disegno di legge a favore delle tutela dei lapini

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E’ il secondo disegno di legge proposto in Parlamento a favore del riconoscimento dei conigli come animali da affezione quello depositato a Palazzo Madama da Manuela Granoiola (PD), che segue a distanza di un anno quello di Michela Vittoria Brambilla (FI), depositato alla Camera il 30 gennaio 2015.

coniglio ddlEntrambe le proposte parificano i conigli a cani e gatti, con divieto di macellazione, di importarli e di esportarli a tale fine, di vendere e di consumare le loro carni nel territorio nazionale e di commercializzare le loro pelli e pellicce, con ammende da mille a 5 mila euro per ciascun animale vittima di trasgressione della legge. Inoltre “conformemente a quanto già disposto dalla legge 20 luglio 2004, n. 189, recante disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate, con riferimento alla commercializzazione delle pelli e pellicce di cani, gatti e foche, il presente disegno di legge dispone, inoltre, che chiunque produca, commercializzi, esporti o introduca nel territorio nazionale a qualunque titolo prodotti derivati dalla pelle o dalla pelliccia di coniglio sia punito con l’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da 5 mila a 100 mila euro”.

La legge introdurrebbe anche l’obbligo di microchippatura e la costituzione di un’anagrafe lapina nazionale. Questa legge risponderebbe alla crescente richiesta di tutela avanzata dagli italiani, che sempre di più scelgono di avere un coniglio come animale da compagnia: dopo cane e gatto, occupa infatti il terzo posto nella classifica dei pet più amati e le oltre 150 mila firme raccolte dalla petizione Coraggio Coniglio lanciata da LAV e Animal Equality dimostrano come stia cambiando la prospettiva nei confronti di questo animale. Opinione pubblica, maggioranza e opposizione sembrano d’accordo. Che sia il momento della svolta?

IL MERCATO DELLA CARNE DI CONIGLIO

In tutto il mondo si stima che vengano macellati quasi un miliardo e mezzo di conigli. A oggi la produzione asiatica rappresenta il 40 per cento di quella mondiale (il 33 per cento spetta alla Cina), mentre l’europea è passata da oltre il 60 per cento al 27 per cento (di cui l’Italia produce il 6,9 per cento su base mondiale e 25,5 per cento a livello europeo). Le aziende agricole italiane che praticano una qualche forma d’allevamento sono circa 10 mila secondo l’Istat e tre grandi gruppi del Nord Italia controllano il 20% della produzione nazionale. Sulla tipologia di allevamento i dati Avitalia più recenti indicano la presenza sul territorio nazionale di quasi 8 mila allevamenti a carattere intensivo (da 100 a 400 fattrici), di cui circa 1.700 professionali o grandi allevamenti (più di 400 fattrici) che allevano circa 1,2 milioni di fattrici, di cui il 20% al Nord, il 30% al Centro e il rimanente 50% al Sud.

Fonti: Coraggioconiglio.it, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica
Foto: Pixabay

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