Oltre 300 balenottere minori sarebbero state massacrate in Oceano del Sud

Sea Shepherd accusa i balenieri giapponesi di aver violato il verdetto della Corte Internazionale di Giustizia

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Abbiamo bisogno di prove in merito alla sfacciata mancanza di rispetto del Giappone verso la Corte Internazionale di Giustizia” ha affermato il Capitano Alex Cornelissen, CEO di Sea Shepherd Global. “Raccogliere tali prove è assolutamente cruciale al fine di fermare il continuo massacro illegale delle balene da parte del Giappone.”

Balene Sea ShepherdSecondo Sea Shepherd nella vasta area dell’Oceano del Sud, la flotta baleniera giapponese sarebbe riuscita a massacrare illegalmente 333 balenottere minori come quota ridotta auto-assegnata in questa stagione. Tuttavia secondo quanto imposto dalla Corte Internazionale di Giustizia le attività di baleneria da loro condotte avrebbero dovuto cessare.

Sea Shepherd Global denuncia l’assenza delle nazioni firmatarie delle Nazioni Unite e, in particolare, la Nuova Zelanda e l’Australia, che non solo non si sarebbero attivate per far applicare il verdetto della Corte Internazionale di Giustizia, ma non avrebbero fornito a Sea Shepherd Global le coordinate della flotta giapponese, per consentire all’associazione di raccogliere le prove relative alla prosecuzione di questa attività illegale: “I governi dell’Australia e della Nuova Zelanda ci hanno profondamente delusi” ha commentato il Coordinatore di Sea Shepherd Australia, Jeff Hansen. “Hanno aperto il contenzioso legale contro il Giappone per attività di baleneria illegale. Lo hanno vinto. Il Giappone ha ignorato tale contenzioso e, in risposta, sia l’Australia sia la Nuova Zelanda hanno semplicemente voltato le spalle e se ne sono andate, come se volessero consentire al Giappone di continuare a perpetrare i propri crimini contro le balene e l’umanità. È una vergognosa mancanza di reazione”.

“La nave ammiraglia di Sea Shepherd Global, la Steve Irwin, proseguirà nello sforzo di opporsi, durante questa stagione, ad altre attività illegali in un mare dove il crimine regna senza opposizione e dove il bracconaggio è un’impresa proficua portata avanti da criminali che si ritengono al di sopra della legge” conclude Sea Shepherd.

Fonte e foto: Sea Shepherd

 

© Riproduzione riservata