No all’abbattimento di Stato dei lupi

Le associazioni si mobilitano contro il Ministero dell’Ambiente e l’Unione Zoologica Italiana. Già 100 mila le email di protesta

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Una vera e propria mobilitazione di massa in difesa degli animali, dell’ambiente, della biodiversità. La preannuncia l’Ente Nazionale Protezione Animali, alla vigilia dell’incontro tra il Ministero dell’Ambiente e le Regioni, che si terrà oggi, “durante il quale sarà discusso il progetto, arbitrario, illegale ed eticamente inaccettabile, di autorizzare vere proprie campagne di sterminio contro i cani vaganti, gli ibridi cani-lupo e i lupi”. A prevedere tale possibilità, secondo l’Enpa, è un documento “tecnico” frutto di un lavoro comune tra il Ministero dell’Ambiente e l’UZI (Unione Zoologica Italiana), che, presentato alcuni mesi fa, sarebbe stato recentemente oggetto di revisioni in senso ulteriormente peggiorativo per gli animali.

lupi“Ci risulta difficile pensare che il testo in oggetto sia il frutto di una semplice “svista”. I suoi estensori, infatti, o ignorano le normative italiane ed europee oppure vogliono ignorarle, visto che la normativa italiana esclude in modo tassativo la possibilità di abbattere animali d’affezione e quella europea prevede uno speciale regime di protezione per il lupo; regime presente nel nostro ordinamento interno. A nostro avviso, la “licenza di uccidere” sembra l’ennesimo regalo agli allevatori negligenti e ai cacciatori” denuncia l’Enpa.

Anche Lega Nazionale per la Difesa del Cane aveva già espresso la propria preoccupazione all’inizio del mese, a seguito del convegno tenuto a Cuneo a fine gennaio. “Preoccupazione che ora aumenta in maniera esponenziale vista la sempre più evidente intenzione del Ministero dell’Ambiente di concedere pericolose deroghe allo status di protezione del lupo ormai in vigore da decine di anni” afferma LNDC “Questo “piano di conservazione e gestione del lupo”, che sarebbe più onesto chiamare piano per lo sterminio del lupo, è ovviamente visto di buon occhio dagli allevatori che da tempo ne chiedono (e praticano illecitamente) l’abbattimento selvaggio per non doversi adeguare alle norme che garantirebbero loro il risarcimento delle eventuali predazioni, ovvero la custodia delle greggi con recinzioni anche elettrificate, cani da guardiania e presenza di pastori”.

“Infatti, per avere diritto ai rimborsi previsti dalla legge per le perdite di bestiame dovute a predatori, gli allevatori dovrebbero utilizzare queste misure preventive ma troppo spesso non lo fanno. Si cita a esempio la regione Toscana nella quale, come riporta il progetto Life Medwolf, una buona parte delle predazioni è compiuta da cani mal gestiti mentre tra le aziende colpite il 98% non è sorvegliato da pastori, l’85% non ha recinti anti predatore e il 57% non è dotata di cani da guardiania. Ma la soluzione, per limitare la “forte tensione sociale” – secondo il Ministero dell’Ambiente, sarebbe quella di riaprire la caccia al lupo e assecondare senza battere ciglio le pretese delle associazioni di allevatori, Coldiretti in testa, con buona pace della biodiversità e delle Direttive Comunitarie. A tale proposito, è importante sottolineare che l’Italia è già stata più volte richiamata per le gravi infrazioni alle normative comunitarie in materia di protezione della natura e per l’inadeguatezza del sistema di monitoraggio e controllo dell’attività venatoria”.

Le associazioni sono pronte a dare battaglia fuori e dentro i tribunali. La Protezione Animali ha anche promosso, attraverso la propria pagina Facebook un mail bombing istituzionale al quale in meno di due ore hanno già aderito in vario modo più di 100mila persone.

Online è stata lanciata anche una petizione indipendente che ha già raccolto oltre 10 mila firme:

box PETIZIONI

Fonti: Enpa, LNDC, Change.org
Foto: Pixabay

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